Si chiama 2I / Borisov, la cometa che rappresenta il secondo  più recente oggetto interstellare a raggiungere il nostro Sistema solare, dopo Oumuamua, individuato nel 2017, e potrebbe essere una delle più incontaminate mai osservate.

Lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communications, condotto dagli scienziati dell‘Osservatorio e Planetario di Armagh in Irlanda del Nord, dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e dell’Università del Maryland, che hanno utilizzato le osservazioni del Very Large Telescope dell’European Southern Observatory (VLT dell’ESO) per indagare su questo oggetto interstellare.

Gli astronomi hanno scoperto che questa cometa interstellare proviene dal di fuori del nostro sistema solare ed è il secondo oggetto interstellare che possiamo studiare. Il primo era un asteroide, scoperto nel 2017 e chiamato Oumuamua parola hawaiiana che significa “il messaggero proveniente da lontano”.. Avi Loeb, capo del d,ipartimento di astronomia di Harvard, sostiene che quello non fosse un normale asteroide, ma una tecnologia aliena che non possiamo comprendere.

Intanto lo studio sulla cometa  2l/Borisov, dimostra che proviene da un sistema diverso dal nostro, dove ci sono probabilmente pianeti giganti che agitano il materiale nel sistema, attraverso la loro forza di gravità. La scoperta ha una grande importanza scientifica, è infatti solo il secondo “visitatore interstellare” che possiamo studiare con questa precisione.

 La cometa errante prende il nome da Gennady Borisov, un astronomo amatoriale russo che l’ha scoperta nell’estate del 2019. Ora sono stati diffusi i risultati delle osservazioni compiute attraverso il Vlt, il very large telescope dell’Eso (l’osservatorio europeo australe) in Cile. Stefano Bagnulo dell’Osservatorio planetario di Armagh, in Irlanda del Nord, spiega che quella osservata «potrebbe rappresentare la prima cometa veramente incontaminata mai osservata». C’è solo un precedente. Sul finire degli anni Novanta aveva fatto molto parlare la cometa Hale-Bopp, anche perché era facilmente visibile a occhio nudo. Allora gli astronomi avevano teorizzato che Hale-Bopp fosse passata solo una volta vicino al sole, subendo un’influenza minima dal vento e dalle radiazioni solari. Sembra però che 2l/Borisov sia ancora più incontaminata.

Bin Yang, un astronomo dell’Eso in Cile e fra gli autori dello studio parla di una cometa che proviene da un sistema distante anni luce da noi e che «per puro caso, è venuta a farci visita». Yang e la sua squadra hanno studiato i granelli di polvere di 2l/Borisov per capire come si è formata. Hanno scoperto che la chioma della cometa – l’involucro di polvere che circonda il corpo principale – contiene dei ciottoli molto compatti. Sono granelli di circa un millimetro o poco più. La quantità relativa di monossido di carbonio e acqua nella cometa è cambiata drasticamente man mano che il corpo celeste si avvicinava al sole.

Foto Wikipedia

AGC GreenCom 1 Aprile 2021 16:02