Nonostante le fonti governative che assicuravano gli stipendi dei dipendenti Alitalia/Ita a breve,  fonti giornalistiche riferiscono che al momento verrà pagata solo metà degli stipendi del mese di marzo. Ieri Il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha ricevuto al Mise i commissari straordinari di Alitalia. “È stata valutata la situazione di Alitalia alla luce dello stallo delle negoziazioni si i ritiene dunque necessaria una nuova strategia di azione da concertarsi con Mef e Mims per permettere la continuità operativa della compagnia aziendale”. Così una nota del Mise al termine dell’incontro.

Il sottosegretario, Claudio Durigon all’agenzia di stampa Ansa aveva ufficialmente dichiarato:  “abbiamo fatto il mandato di cassa all’amministrazione straordinaria in modo che nei prossimi giorni possano essere pagati gli stipendi ai lavoratori Alitalia”  spiegando che sono stati sbloccati dal ministero i 24,7 milioni di ristori autorizzati dalla Commissione europea. “Cercheremo insieme agli altri ministeri dei tavoli di confronto per far partire al più presto il piano di Ita”, aggiungeva Durigon. “Stiamo combattendo con la Vestager – conclude – per far capire l’importanza di avere una nostra compagnia”.

Ma la Commissione Europea non pare così disponibile e respinge le accusa di favorire altre compagnie quali Lufthansa e Air France sulla base del dato di fatto che la compagnia aerea italiana ha bruciato miliardi dai tempi dei Capitani Coraggiosi di Berlusconi in poi. L’ultima nota stampa dei Fratelli d’Italia assicura che ”gli Stipendi dei dipendenti Alitalia di marzo sono stati sbloccati” ma appare solo un palliativo di soccorso sociale, in crisi di Covid, che non rimanda la soluzione di interventi strutturali fra i quali un taglio di 4.00 dipendenti.

Come riportato da AGC- Greencom lo stesso ministro Giorgetti aveva detto chiaro e tondo ai sindacati che avevano manifestato sotto il Ministero che “il mondo era cambiato” alludendo alla crisi e al riassetto di tutto il trasporto aereo mondiale.

La crisi Alitalia oggi New Co Ita, è costata miliardi ai contribuenti e oggi la prospettiva rasenta il fallimento con new co o senza, tant’è che gli appelli della politica alla Commissione Ue, 5stelle compresi, appaiono dilatori rispetto ad una situazione ormai incancrenita da decenni, almeno da Prodi in poi che voleva l’accordo con air France, in tempi di vacche grasse, bloccato da Berlusconi per motivi elettorali.

Oggi  i soldi non ci sono più e le organizzazioni sindacali che legittimamente rivendicano gli stipendi, non sostengono altra linea se non quella di accuse di parzialità a Bruxelles, schierandosi  così con il sovranismo diffuso in Europa.

AGC GreenCom 31 Marzo 2021 10:26