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mercoledì, Febbraio 1, 2023
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Ever Given ancora blocca Suez. Oltre 300 le navi in attesa. Danni incalcolabili

Dieci grandi rimorchiatori proseguono gli sforzi per rimettere in condizioni di navigare la Ever Given, 220.940 di stazza lorda e lunga 400 metri costruita nel 2018. Nonostante fallita diverse volte, l’operazione avrebbe in queste ore concrete possibilità di successo. La grande portacontainer non avrebbe imbarcato acqua e non avrebbe nemmeno subito particolari danni ai motori. Non appena si riuscirà a disincagliarla, è stato dichiarato, dovrebbe essere subito pronta per ripartire.

Da terra sono state intanto impiegate risorse aggiuntive per dragare le rive del canale togliendo grandi quantità di sabbia, duemila metri cubi di materiale all’ora, in modo da facilitare i movimenti della portacontainer che ha bloccato completamente il traffico del Canale di Suez.

Operazioni di dragaggio che da giovedì hanno ricevuto l’aiuto di un particolare sistema che ha notevolmente accelerato l’operazione completata nella mattinata di sabato, come comunicato dall’Authority del Canale. Lo ha dichiarato venerdì in una conferenza stampa anche il Presidente della società giapponese che possiede lo scafo, la Shoei Kisen (mentre l’operatore della Ever Given, Evergreen, è taiwanese). L’incidente, o meglio il vero e proprio disastro, sembrerebbe provocato da un grave errore di manovra da parte dell’equipaggio sorpreso da da improvvise forti raffiche di vento.

La nave con a bordo un carico di 20.000 container incagliata di traverso tra le due sponde di Suez da martedì, ha provocato un gigantesco ingorgo. Al momento sono ben 327 le unità ferme in coda, paralizzando il trasporto di petrolio, automobili, merci di tutti i tipi compresi grandi quantità di prodotti alimentari. Incalcolabili i danni economici.

Alcuni comandanti di navi provenienti dall’Oceano Indiano, prima di rimanere anch’essi coinvolti nel blocco, hanno preferito invertire la rotta dirigendosi di nuovo verso l’estremo meridione dell’Africa per doppiare il Capo di Buona Speranza. Risalendo poi lungo l’Oceano Atlantico per poi entrare nel Mediterraneo da Gibilterra o proseguire costeggiando Spagna, Portogallo e Francia se diretti in porti del Nord Europa. Un viaggio di durata tra i 10 e i 15 giorni almeno, con conseguente enorme consumo di carburante e ritardi nelle consegne.

Nel frattempo, sono circolate sui social “fantascientifiche” teorie di complotto, una delle quali sosterrebbe che la portacontainer, battente bandiera taiwanese, trasportasse in realtà schiavi sessuali per la rete di pedofilia che un movimento cospirazionista sostiene di avere smascherato a Washington.

Foto da satellite Nasa

 

 

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