25 C
New York
giovedì, Agosto 11, 2022
spot_img

Trentino: lotta al moscerino che danneggia le coltivazioni

Ora manca solo il via libera da parte delle autorità nazionali e poi la campagna per la lotta biologica al moscerino dei piccoli frutti potrà cominciare in tutta la Provincia Autonoma di Trento. La Fondazione Edmund Mach (FEM) ha predisposto il dossier di valutazione del rischio del Ganaspis brasiliensis, il parassitoide importato lo scorso anno dalla Svizzera in grado di contrastare il moscerino asiatico dei piccoli frutti che sta causando ingenti danni alle coltivazioni, anche in Trentino che sarà consegnato al Ministero dell’Ambiente che dovrà valutare e rilasciare l’autorizzazione necessaria.

Ad annunciarlo è stata la stessa FEM nel corso della 7^ giornata tecnica dove è stato fatto il punto sul progetto di lotta biologica, ma anche sui risultati del monitoraggio di Drosophila suzukii e del parassitoide asiatico Leptopilina japonica ritrovato sul territorio provinciale nel 2019. Focus anche sulla gestione sostenibile della fertirrigazione della fragola in fuorisuolo e sull’antonomo della fragola, il piccolo coleottero dannoso per fragola, lampone e mora coltivati.

“I nostri ricercatori e tecnici – ha spiegato il direttore generale della Fondazione, Mario Del Grosso Destreri – sono impegnati in prima linea. E’ una battaglia importante, ma grazie alle competenze che abbiamo sviluppato in FEM, al forte raccordo con gli altri enti di ricerca a livello nazionale e al supporto della Provincia autonoma di Trento, siamo nella giusta direzione per dare una risposta, concreta e sostenibile, al mondo agricolo”.

Il monitoraggio della Drosophila suzukii ha evidenziato per il 2020 livelli di popolazione e infestazioni su ciliegio, fragola e piccoli frutti che possono essere considerati complessivamente di media/alta intensità. Una volta immesso sul territorio, Ganaspis brasiliensis agirà in sinergia con un altro parassitoide rivenuto nel 2019 in Trentino, Leptopilina japonica, anch’essa in grado di attaccare efficacemente lo stadio larvale di D.suzukii.

All’evento ha partecipato anche Tommaso Pantezzi, responsabile dell’Unità frutticoltura e piccoli frutti del Centro Trasferimento Tecnologico. Il settore dei piccoli frutti è un segmento importante per l’agricoltura trentina, che pur rappresentando una porzione limitata in termini di superficie, produce un indotto di valore rilevante. Oltre alle tradizionali zone vocate della Valsugana, in Trentino si riscontra un interesse crescente verso la coltivazione di mora, lampone, fragola e mirtillo anche in altre aree, sia in alternativa sia come integrazione alle colture più diffuse.

Per questo motivo il settore è di interesse anche per la Fondazione Mach, che si impegna per rispondere alle problematiche della filiera attraverso diversi ambiti come l’attività di sperimentazione e ricerca, il breeding per alcune specie come mirtillo e lampone, e la consulenza per i produttori che ne fanno richiesta.

Articoli Correlati

Stay Connected

0FansLike
0SubscribersSubscribe
- Advertisement -spot_img

Ultimi Articoli