20.7 C
New York
mercoledì, Settembre 28, 2022
spot_img

Gruppo FS con Rete Ferroviaria Italiana “punta” su Porto Trieste. Investimento di 112 milioni di euro

Un nuovo fascio di binari – di cui uno in più verso il Porto – sulle aste “Parenzane”, il collegamento alla nuova piattaforma logistica e l’aumento della potenzialità dell’infrastruttura retroportuale sono i principali interventi con cui il Gruppo FS ha avviato, il 26 marzo 2021, il riassetto della stazione di Trieste Campo Marzio. L’investimento di 112 milioni di euro da parte di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), come riporta FSNews, la Testata giornalistica online delle Ferrovie dello Stato, conferma l’obiettivo del Gruppo FS di aumentare il traffico merci nel Porto di Trieste. Porto tra i principali del Mediterraneo e strategico per il Paese in quanto fa parte dei corridoi europei TEN-T Mediterraneo e Baltico-Adriatico, che connettono l’Austria e la Slovenia alle principali città del Nord Adriatico e all’Est Europa. Il Porto di Trieste, insieme a quello di Monfalcone, è gestito dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale presieduta da Zeno D’Agostino.

In linea con l’Agenda ONU 2030, il trasporto merci su ferro è decisamente più competitivo, favorendo le attività degli operatori della logistica che scelgono appunto il treno come mezzo. Perché spostare le merci dalla gomma al ferro, con una sensibile riduzione dei livelli di CO2, è uno degli obiettivi principali della politica nazionale e europea dei trasporti, in linea con quelli previsti dall’Agenda Onu 2030 sul trasporto sostenibile. E l’avvio dei lavori per il completo riassetto del piano regolatore generale di Trieste Campo Marzio va in questa direzione.

Del resto, l’obiettivo ferrovia per favorire lo sviluppo dell’intermodalità dello scalo marittimo giuliano è stato l’obiettivo di Zeno D’Agostino sin dal febbraio 2015, appena nominato Commissario straordinario del Porto. Carica mantenuta sino al novembre 2016 quando lo stesso D’Agostino assunse il ruolo di Presidente AdSP. Numerosi e pressoché continui i suoi interventi in proposito a favore del ripristino dei binari da anni in disuso sulle banchine dello scalo marittimo e del loro “sviluppo”, avendo subito intuito il valore della ferrovia nel contesto dello sviluppo dell’intero sistema portuale.

Il nuovo fascio di binari sulle aste “Parenzane”, collocate tra la Riva Traiana e il Museo Ferroviario della Fondazione FS in allestimento presso la Stazione Campo Marzio, e l’attivazione di un secondo binario per il Porto, consentono già da ora lo snellimento delle manovre in ingresso e uscita dai moli, riducendone tempi e costi, a tutto vantaggio degli operatori.

L’attenzione verso gli operatori del Porto è confermata dall’attivazione del raccordo ferroviario della nuova piattaforma logistica. Riprendendo infatti la linea storica che portava a Servola e attraversando lo Scalo legnami, con un investimento di un milione e mezzo di euro, si è concretizzato un moderno sistema di terminalizzazione che, con l’elettrificazione dei binari, sarà anche un riferimento per i futuri raccordi ferroviari allacciati all’infrastruttura nazionale.

Trieste sarà cosi il primo Porto italiano per numero di treni, con fasci di binari lunghi fino a 750 metri. Infatti, al termine dei lavori di RFI la Stazione di Trieste Campo Marzio con la sua nuova infrastruttura disporrà di uno standard europeo che vede appunto Rete Ferroviaria Italiana aver già adeguato in Regione Friuli Venezia Giulia negli scali di Pontebba, Tarvisio, Carnia, Tarcento, Gorizia e Monfalcone. Nei prossimi anni oltre a Campo Marzio – che secondo le attuali stime di crescita verrà confermato primo scalo merci italiano per numero di treni – toccherà a Villa Opicina, Palmanova e Cervignano Smistamento.

Foto AdSP Mare Adriatico Orientale

 

 

 

Articoli Correlati

Stay Connected

0FansLike
0SubscribersSubscribe
- Advertisement -spot_img

Ultimi Articoli