La frazione umida della raccolta differenziata può essere usata con “sistemi carbon free” per

“produrre biogas per alimentare localmente il traffico urbano”, ma anche nell’agricoltura e cosi’ “pulire il modo di lavorare il terreno”. Lo afferma Roberto Cingolani, ministro della Transizione ecologica intervenuto nel corso della  ‘Climate Change Mitigation and Health Benefits’, il workshop organizzato in partnership da Regno Unito e Italia in preparazione della COP26.

“Uno dei trend tecnologici e ambientali più favorevoli è fare un uso intelligente del fine vita prodotti e del rifiuto- spiega Cingolani-.  Se si riesce a fare una differenziata intelligente, per cui hai un 60-65% ben differenziato, un 5-10% in discarica, perchè una parte solida rimane sempre e un 25% umido, questo, con sistemi carbon free usando biodigestori anaerobici può essere usate per produrre biogas per alimentare localmente il traffico urbano”. Biogas che trattato diventa biometano.

Non solo, dice il ministro, “in un Paese forte nell’agricoltura come l’Italia si può pulire il modo di lavorare il terreno usando biometano anzichè gasolio” per alimentare i macchinari, “e si può usare anche per il teleriscaldamento”.

Sul nucleare, ha detto nel corso del suo intervento “non sono in grado di mettere in discussione decisioni prese in passato e tolta la Francia c’è stata una diminuzione dell’utilizzo della fissione nucleare per il problema delle scorie. Se guardo però alla soluzione più naturale che esista, io penso alla fonte di energia primaria dell’universo ed è la fusione nucleare che produce energia senza avere scorie”.

Sulla fusione nucleare “ci sono grandi progetti in Europa e negli Stati Uniti. Per quanto si possa essere un po lontani adesso da soluzioni applicative, reali credo che questi studi siano fondamentali.

E’ probabile che nei prossimi 10-20 anni parleremo della possibilità di utilizzare alcune di queste soluzioni come oggi si inizia a parlare in maniera sensata dell’idrogeno. E’ importante dunque continuare a sviluppare la ricerca perché queste per il futuro potrebbero essere le sorgenti migliori, la rinnovabile delle rinnovabili. Ci vorrà tempo ma dobbiamo continuare a studiare e a fare ricerca” ha concluso.

Foto agenzia DIRE

AGC GreenCom 26 Marzo 2021 12:13