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mercoledì, Agosto 17, 2022
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Italia leader di economia circolare

Le ‘materie prime seconde’ quelle cioè recuperate dalla differenziazione di rottami, post produzione e post consumo, rappresentano almeno il 90% delle materie prime dell’ industria manifatturiera, siderurgica e metallurgica.

Nel settore della produzione cartaria, vetraria, plastica e dell’arredamento, la percentuale è addirittura superiore. Tutto ciò rappresenta un enorme risorsa e ovviamente risparmio nel consumo di energie delle emissioni climateranti, minore quantità di rifiuti da smaltire, minore consumo di materie prime, decisivi dal punto di vista della sostenibilità ambientale.

Considerando solo il riciclo di 44 milioni di tonnellate di materia infatti, i consumi energetici evitati e le emissioni evitate rispetto ad una produzione da materia prima vergine sono pari a 23 milioni di Tep e a 63 milioni di t di CO2eq. (dati 2018). Per apprezzare il significato delle emissioni evitate con il riciclo si faccia un paragone con le emissioni generate dalla produzione di energia elettrica.

L’insieme delle emissioni di CO2eq evitate (dirette e indirette) attraverso il riciclo di materia operato in Italia vale l’85% delle emissioni dirette di gas climalteranti generate dalla produzione elettrica dell’Italia (63 Mt di CO2eq dal riciclo contro 74,5 Mt CO2eq dalla produzione elettrica 2020).

In particolare la filiera cartaria made in Italy genera un fatturato di circa 25 miliardi di euro, pari all’1,4% del PIL nazionale, occupa circa 200.000 addetti diretti e con un tasso di circolarità medio pari al 57%, rappresenta uno dei settori leader dell’economia circolare in Italia (la fibra vergine rappresenta solo il 33% della materia prima impiegata).

Un risultato raggiunto anche grazie ad alti livelli di recupero della carta e cartone, ben oltre 5 milioni di tonnellate, un vantaggio importante, se si considera che ogni punto percentuale di crescita del riciclo di carta equivale ad una riduzione 84.000 tonnellate di rifiuti da smaltire.

Nel 2018, il riciclo industriale della carta in Italia ha consentito di evitare consumi energetici pari a 1,5 milioni di Tep ed emissioni climalteranti pari a 4,4 milioni di tonnellate di CO2.Il Next Generation UE è anche una eccezionale opportunità per una espansione del sistema cartario in nuovi mercati e per una ulteriore conversione ecologica del sistema stesso.

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