domenica, Settembre 26, 2021
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Asia, Usa, Uk, Ue. La gara per i vaccini chi perde e chi vince (sulla nostra pelle?)

Start Magazin https://www.startmag.it/ presenta un servizio di Donato Romano  sulla diffusione mondiale dei vaccini e osserva che i concorrenti asiatici sono sempre più efficaci, mentre la Commissione europea è fragile con Germania infastidita e Francia in coda.

In effetti la  gestione della pandemia ha mostrato a tutto il mondo il sorpasso dei Paesi asiatici sui concorrenti Occidentali. Non si tratta solo di Paesi con regimi autoritari come la Cina, ma anche di democrazie come il Giappone, Taiwan e la Corea del Sud. L’Asia forse ha  fatto tesoro della tragica precedente crisi della SARS del 2003, che invece non ha colpito l’Occidente. In ogni caso, guardando ai Paesi asiatici “si ha una sensazione di competenza, visione, determinazione e volontà di riscatto, tutti valori abbandonati dai Paesi occidentali”.

A seguire britannici e degli americani che hanno investito inizialmente di più per la ricerca e nello sviluppo di un vaccino adottando una poderosa campagna vaccinale come nel Regno Unito, dove una percentuale del 50% degli abitanti ha ricevuto il vaccino, mentre la percentuale in USA è pari a circa il 30%).

“L’Università di Oxford, tra i primi centri a sviluppare un vaccino anti-Covid, intendeva inizialmente allearsi con l’americana Merck per la produzione, ma il governo britannico ha impedito tale partnership, insistendo per l’alleanza con la britannica AstraZeneca, fornendo ingenti finanziamenti alle ricerche”.

Il Regno Unito ha così una corsia preferenziale per l’approvvigionamento di tali vaccini, beneficiando della propria autonomia da Bruxelles per il rilascio delle autorizzazione a Pfizer e AstraZeneca, che sono arrivate prima rispetto a quello dell’agenzia europea Ema. Il governo ha poi messo in piedi una campagna vaccinale efficiente, raggiungendo i 660.000 vaccinati in un giorno. Stesse politiche negli Stati Uniti, che già con Trump, avevano dato il via all’operazione Warp Speed per trovare un vaccino.

Gli Stati Uniti hanno anche tentato  di comprare quote societarie nella tedesca Cure-Vac per farne  una società americana ed invocando, con l’amministrazione Biden, il Defence Production Act per vietare l’esportazione dei vaccini prodotti negli Stati Uniti, solo il Canada si trova costretto a comprare le dosi dalla lontana Europa, rispetto al vicino Michigan, America First .

“La Commissione europea ha deciso di gestire l’approvvigionamento dei vaccini per tutti gli Stati membri in maniera centralizzata – Scrive Romano- La Germania, in uno spirito di solidarietà, ha deciso di accodarsi, pur acquistando alcune dosi in più per il proprio Paese; soprattutto la Germania non ha obiettato rispetto alla partnership tra la tedesca Biontech e l’americana Pfizer”.

Il risultato è che gli Stati Uniti si sono di fatto “impossessati” del vaccino tedesco sviluppato grazie agli ingenti fondi messi a disposizione da parte del governo tedesco. La Germania si è dunque ritrovata senza dosi, data anche l’incapacità della Commissione europea di negoziare adeguatamente con le case farmaceutiche.

Certamente, ha influito la maggiore capacità  di pressione  dei governi di Gran Bretagna e Stati Uniti, così come la loro maggiore capacità di spesa pagano molto di più per ogni dose rispetto a quanto pagato dalla Commissione europea. Il vero elemento di debolezza europea appare la Francia che non ha un vaccino proprio mentre ce l’hanno Gli Stati Uniti, la Cina, la Russia e il Regno Unito.

La speranza è che i progressi che si riscontrano in campo economico, ad esempio con il Recovery Fund, “possano essere replicati in ambito politico e che l’Europa e i suoi Stati membri possano superare rapidamente le attuali difficoltà ed uscire il prima possibile dall’incubo pandemico”.

Giuliano Longo
Direzione editoriale l'Unità, commissione parlamentare legge editoria 1980. CDA Sipra rai. Direzione comunicazione PCI. Amministratore delegato Paese Sera quotidiano. Direzione editoriale quotidiano Liberazione. Editore di Time out Roma. No Limits supplemento de l'Unità. Direttore editoriale free Press Cinque giorni successivamente Cinque Quotidiano
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