Il plasmodium falciparum, il parassita mortale che causa la malaria ed esiste da circa 50 mila anni, potrebbe essere una minaccia per la specie umana da almeno settemila anni, molto più di quanto precedentemente ipotizzato. A rivelarlo uno studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, condotto dagli antropologi del dell’Università di Otago a Dunedin, in Nuova Zelanda, che hanno analizzato dei resti ossei appartenenti a esseri umani vissuti circa settemila anni fa in Vietnam, sui quali sono stati rilevati segni della presenza del parassita.

“Credevamo che la malaria fosse diventata una minaccia per gli esseri umani dopo lo sviluppo dell’agricoltura – afferma Melandri Vlok, antropologo presso l’Università di Otago e autore principale dell’articolo – ma la nostra ricerca mostra che almeno nel sud-est asiatico questa malattia era presente già da diverso tempo”.

Il team ha valutato le mutazioni genetiche ossee dai resti di antichi cacciatori-raccoglitori vietnamiti, che presentavano delle caratteristiche associate alla presenza del parassita della malaria, come la tipica porosità ossea legata alla talassemia. La malaria è ancora considerata un grave problema sanitario, che provoca il decesso di oltre un milione di persone ogni anno.

Trasportato da alcune specie di zanzare, il parassita plasmodium falciparum era stato associato allo spillover sugli esseri umani a seguito dell’introduzione dell’irrigazione e dell’agricoltura, che, generando fonti d’acqua stagnante, crea un ambiente favorevole per la riproduzione degli insetti. Tra i sintomi più comuni associati alla malattia si annoverano febbre alta, affaticamento, mal di testa e nausea, anche se nei casi estremi il decorso di conclude con la morte dell’ospite.

Stando alle stime l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), nel 2019 si contano 229 milioni di casi di malaria, e oltre due terzi dei 400 mila decessi annuali interessano i bambini al di sotto di cinque anni. Si ritiene che il plasmodium falciparum esista da circa 50 mila anni, mentre l’agricoltura si è sviluppata in modi e tempi differenti nelle varie zone del globo. “Abbiamo realizzato solo ora che la malaria potrebbe essere una minaccia per la nostra specie da molto più tempo di quanto pensassimo – conclude Vlok – è stato come riunire i tasselli di un puzzle”.

AGC GreenCom 20 Marzo 2021 8:00