Ne scrive Alessandro Sperandio sul quotidiano on line Start Magazine  https://www.startmag.it/ citando la mozione del Parlamento Europeo che intende fissare un prezzo (o dazio) sulle emissioni di CO2 di alcuni beni importati nell’Ue, se provengono da paesi con standard climatici meno ambiziosi. Questo allo scopo di creare una parità di condizioni a livello globale e un incentivo per le industrie europee e non europee a decarbonizzarsi, in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

Una risoluzione in tal senso è stata  adottata qualche giorno fa  con 444 voti favorevoli, 70 contrari e 181 astensioni, che prevede l’introduzione di un Meccanismo di aggiustamento del carbonio alla frontiera (CBAM – dall’inglese Carbon Border Adjustment Mechanism) compatibile con l’Organizzazione mondiale del Commercio (Omc).

Nella risoluzione si vuole evitare la “fuga di carbonio”, ossia ala fuga all’estero delle imprese comunitarie senza benefici globali per il clima se la produzione dell’Ue, venisse semplicemente spostata in paesi terzi che hanno meno regole sulle emissioni.

L’Assemblea di Strasburgo chiede che i dazi sulle importazioni siano compatibili con le regole dell’Omc (Organizzazione Mondiale del Commercio)  e non vengano usate come strumento per rafforzare il protezionismo, ma i dazi debbano essere studiati per ottemperare agli obiettivi climatici.

Non solo, le entrate questa tassa (di fatto) dovrebbero essere utilizzate come parte delle risorse proprie per aumentare il sostegno agli obiettivi del Green Deal nel bilancio Ue.

In una fase iniziale, già entro il 2023, si dovrebbero coprire il settore energetico e i settori industriali ad alta intensità energetica, come il cemento, l’acciaio, l’alluminio, la raffinazione del petrolio, la carta, il vetro, i prodotti chimici e i fertilizzanti, che continuano a beneficiare di consistenti quote gratuite e rappresentano tutt’ora il 94% delle emissioni industriali nell’Ue.

“Il CBAM è una grande opportunità per conciliare clima, industria, occupazione, resilienza, sovranità e questioni di delocalizzazione – ha commentato  il relatore della misura Yannick Jadot (Verdi/ALE, FR) -. Dobbiamo smettere di essere ingenui e dobbiamo imporre lo stesso prezzo sulle emissioni di tutti prodotti, siano essi prodotti in Ue o meno, per garantire che anche i settori più inquinanti partecipino alla lotta contro il cambiamento climatico e innovino verso il carbonio pari zero. Questa è la nostra migliore possibilità per rimanere al di sotto del limite di 1,5°C per il riscaldamento globale, spingendo anche i nostri partner commerciali ad essere altrettanto ambiziosi per entrare nel mercato UE”.

La Commissione Ue dovrebbe presentare una proposta legislativa del CBAM nel secondo trimestre del 2021 come parte del Green Deal europeo, oltre a una proposta su come includere le entrate derivati per finanziare parte del bilancio Ue.

  • Foto Parlamento Europeo

AGC GreenCom 20 Marzo 2021 16:30