L’emergenza sanitaria perdurante continua a incidere negativamente sull’attività alberghiera. La drastica riduzione del movimento turistico è assai evidente a Roma. Federica Sorrentino ne ha parlato con Fabrizio Jemma, proprietario di un albergo in zona Trinità dei Monti.

Cerchiamo di capire come si è evoluta la situazione da un anno a questa parte

“Formalmente siamo aperti, siamo sempre stati aperti. Di fatto non abbiamo i clienti, perché i nostri clienti, come in tutte le città d’arte, vengono dall’estero. C’è una importante suddivisione che va fatta fra gli alberghi nelle città d’arte, come Venezia, Firenze e Roma, e gli alberghi situati lungo la costa italiana che è logicamente interessata da un turismo estivo.

Noi nelle città d’arte abbiamo sofferto di più, in quanto i turisti non sono venuti, e anche la presenza di turisti italiani durante l’estate, laddove il Covid ha abbassato la guardia, non è stata significativa, dato che i nostri connazionali hanno privilegiato il mare. A Roma sono aperti solo 40 alberghi su 1.280 e abbiamo una percentuale di occupazione tra il 10% e il 20%: questo è il quadro attuale.

Per quanto riguarda le misure di sostegno, ne abbiamo ricevuto tre. La prima è un mutuo a tassi normalissimi per la durata di 5 anni e per l’importo del 25% del nostro fatturato, e tra un anno dobbiamo iniziare a pagare la rata. La seconda misura è stata il credito di imposta, pari al 60% sulle erogazioni pagate. Questa è stata una misura intelligente e anche interessante che ci ha permesso di avere un credito però su fatturati che non sono ancora arrivati. Per fortuna le nostre associazioni di categoria e Federalberghi, di cui faccio parte, hanno attivato delle convenzioni con alcune società di assicurazione, per cui abbiamo ceduto questo credito incassando danaro liquido. La terza misura è quella del ristoro, ma nel mio caso il ristoro è stato dell’1.6% del fatturato annuale”.

C’è una campagna vaccinale in corso che durerà ancora mesi. Qual è la svolta attesa e quali cambiamenti sono attesi?

“Noi attendiamo gli stranieri, perché quello è il nostro mercato, che rappresenta poi in termini numerici il 13% del PIL. L’Italia è un Paese turistico che riesce a fare i fatturati con i flussi dall’estero. L’unico modo per far venire i turisti è quello di avere un passaporto vaccinale, ossia una procedura che permetta ai turisti di prendere l’aereo, di arrivare in Italia e viverci in Italia in sicurezza.

In hotel abbiamo delle procedure estremamente sicure e certificate. Questo è avvenuto fin dall’inizio attraverso le nostre organizzazioni e il Governo; per cui siamo dei luoghi sicuri, dove c’è molta attenzione nel ricordare al cliente di indossare la mascherina, il distanziamento, il lavaggio delle mani ecc. Dobbiamo però farli venire e garantire loro piena sicurezza”.

Nel corso dell’ultimo anno molte attività ricettive hanno chiuso e non più riaperto. Di cosa ha bisogno il settore alberghiero per riprendersi?

“Come il nostro presidente Boccia ha già varie volte avuto modo di rappresentare, noi abbiamo bisogno di tre misure. La prima è l’estensione del credito di imposta all’80%, perché questo significa poterlo cedere e di conseguenza far girare questa mole di soldi e affrontare in questo periodo degli investimenti. Il secondo, che è fondamentale e il più importante, è quello di avere un mutuo della durata di venti anni per cifre importanti ad un tasso dell’1%. Noi siamo disposti a ripagare quello che ci viene dato, nessuno vuole soldi gratuiti; così da darci la possibilità di ripartire con tutti i crismi, avendo fatto investimenti e avendo anche modificato gli assetti dei nostri alberghi in funzione del nuovo turismo. Perché dopo il Covid noi avremo nuovo turismo, ma sarà molto diverso da quello precedente. La terza misura, se mai il Governo volesse e potesse farlo, è prevedere nuovi indennizzi. Però già con le prime due noi potremmo farcela”.

Intervista di Federica Sorrentino

AGC GreenCom 20 Marzo 2021 8:11