Dal 2009 al 2020, nella Valle del Sacco, superata tutti gli anni la soglia di giorni con valori delle PM10 oltre i limiti consentiti. Da inizio 2021 già oltre i limiti le centraline di Ceccano con 39 superamenti e Frosinone Scalo con 37

Alla luce di questi dati Legambiente ha lanciato l’iniziativa “ Quali scelte per la transizione ecologica nella valle del Sacco”. Il primo appuntamento si è svolto online con un seminario e una discussione sulla qualità dell’aria e gli strumenti di monitoraggio giusti. 

Nella presentazione sono stati evidenziati i risultati dei monitoraggi che attraverso le centraline di ARPA Lazio, raccontano lo stato di salute dell’aria lungo la Valle, dall’area sud della città metropolitana di Roma fino a tutta quella di Frosinone: dal 2009 al 2020 tutti gli anni è stata superata la soglia di giorni di superamento dei valori massimi consentiti delle PM10 sulle 24 h. Da inizio 2021 già oltre i limiti consentiti dalla legge le centraline di Ceccano (39 giornate con Smog) e Frosinone Scalo (37 superamenti). Limiti di legge per le PM10: 50 ug/m3 con rilevamento sulle 24 ore e un massimo di 35 giorni di superamento annuo.

“Con questo primo appuntamento mettiamo in campo un’iniziativa che toccherà i temi ambientali della Valle del Sacco, partiamo dalla situazione della qualità dell’aria che continua ad essere costantemente inquinata – commenta Legambiente – con evidenti responsabilità di amministrazioni inadempienti rispetto al piano regionale di risanamento della qualità dell’aria, molte amministrazioni locali celano infatti le inadempienze rispetto al piano di risanamento, affidandosi a monitoraggi non ufficiali e basati su tecnologie non standardizzate.

Grazie al gran lavoro di ARPA Lazio, ai monitoraggi delle loro centraline, ai modelli previsionali costruiti e alla banca dati disponibile, si riesce ad avere un quadro chiaro e completo della qualità dell’aria nei territori della nostra

Regione. La situazione della qualità dell’aria nella Valle del Sacco è in pessimo stato per un insieme di fattori: dalla mobilità veicolare insostenibile ai pesanti impatti industriali, dalle tipologie degli impianti di riscaldamento alla conformazione orografica che impedisce una veloce circolazione dell’aria. Per affrontare questi problemi così complessi non si può pensare di contrapporre dati non ufficiali o monitoraggi grazie ai quali dimostrare il contrario, bisogna puntare  invece a soluzioni integrate, con le quali affrontare tutti i fattori di aumento delle sostanze inquinanti.

Ben vengano i progetti di forestazione che ci sono stati raccontati, così come le politiche di abbattimento del traffico veicolare, la riduzione di agenti inquinanti provenienti dalle industrie, le politiche di ammodernamento dell’edilizia con modelli di riscaldamento più innovativi e ottimizzazione dell’isolamento termico, per abitazioni, uffici e strutture pubbliche” conclude  la nota di Legambiente.

Foto Legambiente

AGC GreenCom 18 Marzo 2021 18:03