In occasione della giornata internazionale delle Foreste, istituita nel 2012 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e che si celebra il 21 marzo, Fsc – Forest Stewardship Council Italia, l’organizzazione che si occupa di gestione forestale responsabile, indica 5 azioni da mettere subito in campo.

La prima riguarda l’Europa perché diversamente da altri continenti le foreste sono in crescita. Il problema non è quindi la deforestazione, ma la preservazione e il miglioramento della loro qualità biologica ed ambientale.  Secondo il Max Planck Institute for Biogeochemistry, che ha analizzato i fattori di disturbo per gli ecosistemi forestali nel vecchio continente nel periodo 1979-2018, metà delle foreste europee sono risultate infatti molto vulnerabili a fenomeni esacerbati dalla crisi climatica, come gli incendi, l’arrivo di insetti nocivi, venti eccessivamente forti, o una combinazione di tutti questi fattori.

Paradossalmente, questi stessi ecosistemi forestali sono anche i nostri alleati principali nella mitigazione degli impatti negativi del riscaldamento globale, ne va quindi migliorata la preservazione e la qualità.

In particolare,si possono sviluppare incentivi per conservare ciò che le foreste naturalmente forniscono: fonti di acqua potabile, fertilità del suolo, fissazione del carbonio, conservazione della biodiversità e opportunità per lo sviluppo di attività ricreative e culturali ‘slow’.

La seconda azione riguarda la tecnologia in aiuto delle foreste. È possibile aumentare la conoscenza delle foreste e del loro stato di salute grazie ai big data: Fsc infatti ha recentemente lanciato una piattaforma digitale in cui informazioni geospaziali vengono incrociate con dati satellitari aggiornati delle aree forestali certificate. Il Geographic information system (Gis) è infatti un sistema di informazione geografica per la raccolta, la gestione e l’analisi dei dati che consente anche di realizzare modelli predittivi.

Terza azione. Le foreste si preservano meglio dove la comunità è partecipe. Un rapporto del gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (Ipcc) del 2019 rileva come l’utilizzo che facciamo del territorio, foreste comprese, farà un’enorme differenza nel determinare il corso della crisi climatica.

In questo senso, afferma l’Ipcc, le foreste gestite dalle comunità locali subiscono minori tassi di deforestazione e immettono minori quantità di anidride carbonica nell’atmosfera.

Piantare nuovi alberi è la quarta azione ma dipende da come. Oggi riscuote molto consenso l’impegno di enti pubblici e privati nel rimboschimento, utilizzato spesso anche come strumento di compensazione, reale o solo a livello di comunicazione, delle emissioni di anidride carbonica. ”Gli effetti di azioni di questo tipo però – commenta Diego Florian, direttore di Fsc Italia – potranno essere valutati e misurati solamente tra 20 o 30 anni.

Per questo devono essere accompagnate da una gestione attiva e responsabile del patrimonio forestale esistente, e da relative strategie di resilienza e mitigazione. Inoltre, le attività di impianto e compensazione hanno senso solo se non si tratta di un gesto fine a se stesso, ma se produce impatti reali e misurabili, all’interno di progetti che mettono davvero gli alberi al centro della risposta al cambiamento climatico”.

Ultima e quinta azione prevede la scelta  e il consumo di prodotti sostenibili. Legno, carta, tessuti certificati consentono a pubbliche amministrazioni, aziende e singoli cittadini di contribuire con piccoli gesti ad una gestione forestale rispettosa dal punto di vista ambientale, benefica a livello sociale ed economicamente efficace. Fsc da sempre infatti mette tutto il suo impegno affinché le foreste nel mondo soddisfino i bisogni sociali, ecologici ed economici della generazione presente senza compromettere quelli delle generazioni future. 

Foto FSC

AGC GreenCom 17 Marzo 2021 9:03