“Spero che se avremo lavorato bene, fra dieci anni i nostri successori parleranno di come abbassare il prezzo dell’idrogeno verde e di come investire sulla fusione nucleare. Questa è la transizione che ho in testa”. Così si è espresso  il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, presentando in videoconferenza le linee guida del suo ministero alle Commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera e del Senato

“L’universo funziona con la fusione nucleare. Quella è la rinnovabile delle rinnovabili – ha  aggiunto il ministro -. Noi oggi abbiamo il dovere di potenziare il ruolo dell’Italia nei progetti internazionali Iter e Mit sulla fusione. Quello è un treno che non possiamo perdere”

Infatti dobbiamo considerare l’idrogeno verde come la soluzione regina ch “è sostanzialmente il vettore ideale. Fra dieci anni avremo l’idrogeno verde e le automobili che andranno a celle a combustibile. Le batterie le avremo superate, perché hanno un problema di dismissione, e staremo investendo sulla fusione nucleare, che ora sta muovendo i primi passi nei laboratori. Abbiamo un decennio per rendere la nostra società competitiva sull’idrogeno verde. Al momento non abbiamo gli impianti, non sappiamo come stoccare e come utilizzare l’idrogeno. Ma questa è solo la realtà odierna. Dobbiamo cominciare a lanciare i nostri programmi, dobbiamo creare quel sistema che intorno a quel vettore energetico ci consenta di operare al meglio”.

È intenzione del ministero della Transizione ecologica definire il Pitesai (Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee, la mappa delle aree in Italia dove si possono cercare ed estrarre idrocarburi) entro i termini di legge del prossimo 30 settembre, ha dichiarato Cingolani. L’obiettivo del ministero è assicurare “la collaborazione delle amministrazioni regionali” e individuare “un quadro definito da sottoporre a Vas delle aree ove è consentita l’attività ricerca ed estrazione di idrocarburi sul territorio nazionale”.

Fra l’altro il Ministro ha parlato della resilienza del sistema elettrico, misurata in termini di sicurezza e adeguatezza della rete. Alla fine del 2020, sono pervenute le valutazioni di Terna per l’inverno 2020/2021 e il Ministero ha avviato un confronto con Terna sulle valutazioni di adeguatezza del sistema e sull’aggiornamento della misura di sicurezza relativa all’interrompibilità elettrica per il periodo 2021-2023. Una pratica diffusa in tutto il mondo volta a prevenire malfunzionamenti nella distribuzione e black out generalizzati, governando opportunamente la domanda di energia elettrica in base all’offerta disponibile.: il servizio di interrompibilità del carico elettrico è uno degli strumenti più efficaci che Terna ha a disposizione per assicurare la sicurezza del sistema elettrico italiano. Il Ministero predisporrà inoltre il Piano di preparazione ai rischi nel settore dell’energia elettrica che stabilisce un quadro comune di norme sulle modalità di prevenzione, preparazione e gestione delle crisi dell’energia elettrica.

Foto: Ministro Roberto Cingolani

AGC GreenCom 16 Marzo 2021 17:53