Roma è la città più congestionata dal traffico d’Italiaundicesima in Europa e diciottesima al mondo –, con una velocità media di attraversamento di 24 Km/h: questo è il risultato dell’analisi su dati Inrix relativa all’anno 2020 condotta su oltre 100 città e metropoli del mondo, dove la più problematica da questo punto di vista risulta Bogotà.

Roma si trova dunque in una situazione peggiore di Los Angeles e Istanbul, anche se migliorata rispetto al 2019, quando era addirittura prima in Europa e seconda al mondo. Ciò è dovuto soprattutto alla minore circolazione di mezzi di trasporto privati, e quindi ad una diminuzione del traffico in città, a causa delle restrizioni anti-Covid, anche se non ci si può comunque adagiare sugli allori.

“Secondo quanto analizzato dal rapporto Inrix, le ore perse nel traffico nel 2020 sono ancora da capogiro, nonostante in città come Roma si sia registrata una diminuzione legata alle misure di restrizione dovute alla pandemia. Se il traffico è diminuito è dunque dipeso dai vari lockdown e non da una maggiore attenzione alla mobilità sostenibile”, afferma Gerard Albertengo, CEO di Jojob, servizio leader in Italia di carpooling per pendolari: “Il rischio molto elevato è che una volta venuto meno lo smart working il traffico non solo riprenderà come prima, ma andrà anzi ad aumentare in modo vertiginoso per la paura del contagio: cittadini e lavoratori saranno portati ad un maggiore utilizzo dell’auto privata. Durante il 2020 il trasporto pubblico non è stato all’altezza della sfida da affrontare e a subirne le ripercussioni sono stati in particolare i lavoratori di quelle aziende che avevano necessità di preservare la produttività in contesti in cui non è possibile ricorrere allo smart working (ad esempio il settore logistico, manifatturiero etc)”.

Un problema molto grosso per Roma, in quanto in mezzo al traffico si perdono ogni anno in media 66 ore.

“Per affrontare il futuro della mobilità in chiave sostenibile e sicura – continua Albertengo – è necessario applicare soluzioni economiche e smart, che possano da una parte limitare il rischio contagio rispetto al mezzo pubblico e dall’altra l’impatto ambientale ed economico rispetto all’uso privato dell’auto. Come ad esempio il carpooling aziendale, soluzione che non utilizza tecnologie già attive e che non richiede ulteriori infrastrutture per poter essere concretizzata, permettendo ai lavoratori di spostarsi in sicurezza, risparmiando denaro e riducendo traffico ed emissioni. Alla luce dei dati condivisi da Inrix auspichiamo che anche a livello politico vengano prese decisioni, incentivata la mobilità condivisa e scoraggiato l’uso privato dell’auto”.

Foto Legambiente

AGC GreenCom 12 Marzo 2021 18:17