Se in Italia, il settore della ristorazione è in ginocchio, negli Stati Uniti, i fast-food trovano un mercato propizio e un miglioramento dei propri margini di profitto, grazie ad una maggiore domanda, che permette a colossi come McDonald’s o Burger King di alzare addirittura i prezzi

Secondo alcune riviste di settore, infatti, negli Stati Uniti i prezzi dei menù dei fast-food sono saliti del 6,2% durante il periodo Covid, con un aumento di più del doppio rispetto ai ristoranti.

Sicuramente la cultura del cibo e il consumatore statunitense sono molto diversi da quelli italiani, tuttavia sembra proprio che, in tempi di coronavirus, si sia più disposti ad indulgere nei peccati di gola e a concedersi quello strappo alla dieta, quasi come a consolarsi delle rinunce in molte altre sfere della propria vita. Ciò sembra favorire i giganti della ristorazione mordi e fuggi e a far propendere l’americano medio a salire in macchina e andare ad un “drive thru” o a farsi consegnare a casa un menù McDonald’s. 

Anche se, a proposito delle consegne a domicilio, l’avvento di servizi come UberEats e altri molto noti nel panorama americano non sembra proprio andare a genio a buona parte del settore della ristorazione, visto che per ogni ordine, il fornitore del servizio a domicilio può arrivare a chiedere anche un 30% sull’ordine.

Comunque, il fatto che McDonald’s abbia aumentato il prezzo dei suoi menù ha dato luogo ad un fervente dibattito nel settore. E la tecnologia ha un ruolo di primo piano da giocare in esso.

L’aumento dei prezzi del McDonald’s non ha provocato una ribellione di massa, anzi ha indotto qualcuno a porsi la seguente domanda: “Il giovane sulla via di casa dopo una nottata in discoteca, non comprerebbe lo stesso il suo Big Mac, se anche costasse un po’ di più?”

Lo stesso discorso potrebbe valere anche per un ristorante. Applicare un sistema di prezzi dinamico potrebbe essere una via da percorrere per uscire dalla crisi indotta dalla pandemia. Alcuni pensano che dopo un anno come questo, sarebbe un azzardo alzare il conto, quando si hanno ancora debiti da saldare e rimettere in sesto il proprio salvadanaio. Ma altri iniziano ad interrogarsi sull’opportunità di alzare i prezzi di fronte ad una domanda che tornerà ad essere alta, come è lecito aspettarsi. Dunque, perchè non ipotizzare che uscire per cena di venerdì o di sabato possa essere più costoso rispetto ad un martedì?

Ed ecco il ruolo della tecnologia. McDonald’s ha appena acquistato Dynamic Yield, una tech company che permette la profilazione dei consumatori, mostrando cibi in base all’orario, alle condizioni atmosferiche, la coda che bisogna fare al fast-food e i trend culinari. 

Ciò consente a McDonald’s di creare menù sempre più personalizzati, aiutando a crescere maggiormente i suoi vari ristoranti dislocati in tutti gli USA e consente di analizzare le preferenze dei propri clienti e di creare un ecosistema integrato anche con le sue varie app. 

Dunque, potenzialmente app e tecnologia consentono di avere sempre più informazioni sui gusti dei clienti, aiutando i ristoranti ad individuare e targettizzare meglio la domanda e a fornire un servizio migliore, che potrà essere parimenti remunerato. E se il sabato sera i clienti sono maggiormente inclini ad andare a mangiare una pizza, probabilmente lo faranno lo stesso, anche se dovranno pagare di più per farlo.

AGC GreenCom 10 Marzo 2021 5:00