L’Ue vuole coprire il 20% della produzione mondiale di semiconduttori entro il 2030 per ridurre la sua dipendenza dai fornitori non europei. Il piano dell’Unione europea, chiamato “2030 Digital Compass” arriva proprio mentre la pandemia ha mostrato la dipendenza  dei 27 Paesi UE dalle tecnologie chiave di società cinesi e statunitensi. Il piano è stato presentato da vicepresidente della Commissione europea Margrethe Vestager e il commissario all’Industria Thierry Breton.

Nel  Dicembre scorso  il sito eetimes riportava che 17 stati membri dell’Unione Europea avevano sottoscritto un accordo per contribuire allo sviluppo congiunto di tecnologie produttive sino a 2 nanometri (un miliardesimo di metro)  per i semiconduttori, oltre che per lo sviluppo di processori a basso consumo.

L’investimento deciso ammonta a 145 miliardi di Euro per finanziare la tecnologia produttiva adottata dai futuri processori arrivando nei prossimi anni sino a quella di 2 nanometri e che verrà fornita entro i prossimi 3 anni. L’investimento servirà anche a finanziare lo sviluppo di processori di tipo embedded a basso consumo e con design custom, che possa adattarsi alle differenti necessità di utilizzo.

Chiara Rossi su Start Magazine on line scrive che il piano della Commissione punta inoltre a coprire tutte le famiglie europee con una rete Gigabit entro il 2030, con tutte le aree popolate coperte dal 5G. La Commissione rileva che l’attenzione dovrebbe essere concentrata sul lancio di tecnologie fisse e mobili, tra cui 5G e 6G.

Con questo piano la Commissione europea punta a garantire la “sovranità” digitale della UE considerando che la competizione globale USA Cina  passa strategicamente anche dai chip. A fine febbraio il Presidente Biden  ha ordinato una revisione delle catene approvvigionamento per ridurre la dipendenza anche dalla Cina per 4  d quattro settori comprendendovi i semiconduttori. Inoltre una commissione per la sicurezza ha raccomandato al Congresso di rafforzare i “punti di strozzatura” sulla tecnologia di produzione di chip. L’intento è impedire alla Cina di superare gli Usa nei semiconduttori nei prossimi anni.

AGC GreenCom 9 Marzo 2021 17:49