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giovedì, Febbraio 2, 2023
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Stellantis: ok a quota Faurecia

Altro importante passo in avanti verso la piena integrazione tra Fca e Psa. I soci di Stellantis in assemblea hanno approvato con il 99,65% dei voti la distribuzione di 54.297.006 azioni di Faurecia, la società specializzata in componentistica di cui Psa era finora primo azionista al 39,34%. Hanno inoltre anche dato il via libera alla distribuzione in contanti dei proventi della vendita di un altro 7% di Faurecia che il gruppo guidato da Carlos Tavares, aveva già venduto all’interno degli accordi per la creazione di Stellantis.

La Borsa ha molto apprezzato l’operazione, e il titolo Stellantis è salito fin dall’apertura di Borsa. Il prossimo passaggio sarà ora l’assemblea dei soci, che è chiamata tra le altre cose, a cancellare le azioni speciali di tipo B oggi presenti nel capitale di Stellantis. Tali azioni proprie nominalmente, come si legge sul sito della Borsa di Parigi, valgono oggi il 12,59% del capitale, ma saranno cancellate il 15 aprile dall’assemblea, che come quella di oggi si svolgerà in remoto.

A quel punto, saranno in circolazione solo azioni ordinarie del gruppo, 4,5 miliardi in totale, con un valore nominale di 0,01 euro. Con quest’ultimo passaggio la composizione dei soci sarà definita, stando a quanto riporta Euronext, come segue: Exor 14,4%, Bpi France 6,5%, la famiglia Peugeot 7,2%, il gruppo cinese DongFeng 4,91% che dovrebbe cedere la sua quota.

Per il comparto automobilistico francese lo scorporo dal gruppo Psa è una rivoluzione. Con 266 siti industriali, 39 centri di ricerca, e 114.000 addetti, Faurecia è uno dei primi 10 fornitori al mondo nella componentistica auto, una vettura su tre prodotta nel mondo è equipaggiata con almeno un prodotto del gruppo con sede a Nanterre, che nel 2020 ha realizzato 14,7 miliardi ricavi.

Una storia che comincia nel 1914 quando Bertrande Faure aprì la sua azienda di sedili per la metropolitana di Parigi. Un business poi esteso alle auto nel 1929, e che attraverso le acquisizioni di Cousin Freire, Sommer e Allibert porta alla fusione nel 1997 tra Faure ed Ecia, società del gruppo Psa che si occupava di sistemi di scarico e aspirazione, sedili, abitacoli, paraurti e parti strutturali.

Da allora il gruppo francese ha stretto ulteriori joint venture con Encom Technologies, Plastral, Zf, Mahle, Clarion. Oggi Faurecia è concentrata su due core business: tecnologie di guida, e mobilità sostenibile. Con Michelin ha dato vita a Symbio per lo sviluppo di sistemi di trazione con celle di combustibile a idrogeno, da cui è nato un centro ricerche dedicato a Bavans, l’unico in Europa in questo settore.

Faurecia è presente anche in Italia, con uno stabilimento vicino a Terni. Sempre oggi, la holding Exor ha annunciato un importante investimento in un settore lontanissimo dall’auto, la moda. La società di partecipazioni guidata da John Elkann ha infatti deciso di investire 541 milioni e diventare azionista del 24% nella maison Christian Louboutin.

La transazione dovrebbe concludersi nel secondo trimestre. Exor entra così dalla porta principale nel settore del lusso globale, il brand francese è famoso nel mondo per le sue tipiche scarpe da donna con suola rossa indossate tra le altre, da Melania Trump quando è uscita dalla Casa Bianca. Sono circa 150 i negozi al dettaglio gestiti direttamente dal gruppo in 30 paesi. L’obiettivo è ora, in particolare, la crescita in Cina, proprio come vuole fare Stellantis, che entro il 2021 intende concludere il suo nuovo business plan per quel Paese.

 

Foto di Faurecia

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