domenica, Settembre 19, 2021
HomeScienze e TecnologiaNuovo orologio per misurare l'età biologica

Nuovo orologio per misurare l’età biologica

Si chiama Caenorhabditis elegans, è un verme nematode fasmidario, lungo circa un millimetro e potrebbe essere la chiave per un nuovo modo innovativo e preciso per misurare l’età biologica di un organismo. Questo almeno è quanto emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Aging Cell, condotto dagli scienziati dell’Università di Colonia, che hanno sviluppato un modello per determinare l’invecchiamento di un organismo in base alla sua espressione genica.

Il team ha elaborato una metodologia per sfruttare le informazioni geniche per calcolare l’età biologica di un organismo. “In questo campo dobbiamo distinguere l’età anagrafica, che è quella relativa al momento della nascita, dall’età biologica, che può differire parecchio dalla prima – aggiunge il ricercatore – ognuno di noi subisce gli effetti del tempo che avanza in modo diverso. Usando il trascrittoma, il nostro orologio biologico prende in considerazione le informazioni genetiche che vengono lette dal DNA per produrre il nutrimento delle cellule”.

L’autore precisa che questo metodo era ritenuto finora troppo complesso, per cui non era stato possibile sviluppare orologi precisi. “Il nostro modello sfrutta passaggi matematici per eliminare le possibili differenze nell’attività genica – continua lo scienziato – questa semplice procedura consente una previsione molto accurata dell’età biologica, vicina al limite teorico di accuratezza”.

L’età BiT (binarizzata tramite orologio di invecchiamento trascrittomico), riportano gli studiosi, si basa esclusivamente su circa mille diversi trascrittomi di Caenorhabditis elegans, per cui sono disponibili molti dati. “Gli organismi come questo nematode – osserva l’esperto – forniscono una visione controllabile del processo di invecchiamento, consentendo di scoprire biomarcatori e di studiare gli effetti di influenze esterne come i raggi UV o la nutrizione sulla longevità”.

“Il nostro lavoro suggerisce che i geni della risposta immunitaria e la segnalazione nei neuroni sono significativi per il processo di invecchiamento – conclude Schumacher – la misurazione dell’età biologica è importante per determinare l’influenza dell’ambiente, della dieta o delle terapie sul processo di invecchiamento, per cui le possibili applicazioni pratiche del nostro studio sono molteplici nel campo della ricerca sull’invecchiamento e inoltre si tratta di una metodologia basata esclusivamente sull’attività genica, per cui può essere applicata a qualunque organismo“.

Aldo M. Biscardi
Studente di Ingegneria Gestionale presso La Sapienza. Appassionato di giornalismo, sport, fonti di energia rinnovabili e motori.
RELATED ARTICLES

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Most Popular

Recent Comments