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Neve in Crimea, ma l’acqua scarseggia e rimane un problema

iNei giorni scorsi la Crimea è stata colpita da un’eccezionale nevicata. Non basterà a risolvere il problema di approvvigionamento di acqua dolce. La penisola ne è sostanzialmente priva ed i condotti provenienti dall’Ucraina sono stati chiusi dopo l’occupazione del territorio da parte della Russia

Lo riporta   Claudia Bettiol su Osservatorio Balcani e Caucaso (OBC Pubblicato originariamente da EastJournal  il 26 febbraio 2021)

Negli ultimi giorni forti nevicate hanno paralizzato la penisola di Crimea, nota per il suo clima arido e le scarse precipitazioni annuali. Nonostante la temperatura sia scesa fino a 11 gradi sottozero, causando disagi e scontento  nella gestione della circolazione (il 19 febbraio il traffico sul ponte dello stretto di Kerč  è stato interrotto), il bacino idrico di Sinferopoli non si è congelato affatto, rivelando l’abituale fondale arido e secco.

Le autorità russe della città stanno valutando se le nevicate senza precedenti che hanno colpito la regione sono in grado di fornire un afflusso significativo di acqua alla popolazione, ma secondo le stime del Centro idrometeorologico della Crimea  l’accumulo di neve è comunque scarso: il serbatoio di Sinferopoli è pieno solo al 7%.

Quasi priva di risorse idriche naturali e incapace di far fronte autonomamente al fabbisogno di acqua dolce, la penisola di Crimea è di nuovo a un punto di non ritorno. La questione dell’emergenza idrica torna puntualmente nelle agende politiche dei governi di Kiev e di Mosca.

Se fino al 2014 – anno dell’annessione della penisola da parte della Federazione russa – il fabbisogno idrico della regione era garantito all’85% dal Canale della Crimea settentrionale  che collega la regione al territorio ucraino,  ora l’approvvigionamento dipende esclusivamente dal Cremlino. In seguito all’occupazione, infatti, Kiev ha letteralmente chiuso i rubinetti e non li riaprirà fino a quando la Crimea non ritornerà a far parte del territorio ucraino.

È impossibile, quindi, ‘riportare in vita’ il Canale della Crimea settentrionale. Ciò richiede non solo enormi fondi da parte del Cremlino, paragonabili di fatto al costo di una nuova struttura simile, ma anche un vero e proprio miracolo naturale. Il canale, infatti, è ormai senz’acqua da anni e sulle pareti si sono formate profonde crepe in quanto i lavori di manutenzione e di riparazione non sono più proseguiti. Inoltre, Kiev sta completando la costruzione di una diga  sul canale, che escluderà definitivamente la possibilità di fornire acqua alla penisola temporaneamente occupata.

Le autorità russe locali hanno stanziato miliardi di rubli per la perforazione di nuovi pozzi e la costruzione di nuove condotte idriche e prese d’acqua. Ma la situazione rimane drammatica: la Crimea sta subendo le conseguenze non solo dei cambiamenti climatici che preoccupano l’intero pianeta (oggettivamente i volumi d’acqua della penisola stanno diminuendo), ma anche gli effetti di strategie geopolitiche in sospeso da anni.

Una opzione è quella di costruire impianti di desalinizzazione. Tali strutture operano efficacemente negli Emirati Arabi Uniti e in tutto il Medio Oriente, che padroneggiano con successo questa tecnologia: occorre prendere l’acqua dal mar Nero, dissalarla, quindi introdurre i sali necessari per il corpo umano. 

E la Russia non ha molte alternative e sembra essere determinata a perseguire questa strada: nel marzo 2020, le autorità hanno dichiarato di voler investire circa 3,5 miliardi di rubli  per il trattamento delle acque e per gli impianti di desalinizzazione in tutta la penisola insieme a un progetto del valore di 25 miliardi di rubli per un bacino idrico tra le montagne vicino a Sinferopoli, città del sud della penisola che da settembre è in balia delle restrizioni sull’approvvigionamento idrico  .

Foto OBC

Giuliano Longo
Direzione editoriale l'Unità, commissione parlamentare legge editoria 1980. CDA Sipra rai. Direzione comunicazione PCI. Amministratore delegato Paese Sera quotidiano. Direzione editoriale quotidiano Liberazione. Editore di Time out Roma. No Limits supplemento de l'Unità. Direttore editoriale free Press Cinque giorni successivamente Cinque Quotidiano
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