sabato, Settembre 25, 2021
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Congo: raro gruppo di persone con Hiv “controllato”

Un team di scienziati di Abbott ha identificato un numero insolitamente alto di persone nella Repubblica Democratica del Congo che risultano positive agli anticorpi HIV, ma hanno una carica virale bassa o non rilevabile, senza essere in trattamento con farmaci antiretrovirali.

Queste persone vengono definite “Elite Controllers” dell’Hiv. Lo annuncia Abbott in una nota, rimandando alla pubblicazione dello studio sulla rivista he Lancet EBioMedicine. I risultati potrebbero aiutare i ricercatori a scoprire, all’interno di questa popolazione, trend biologici che potrebbero determinare progressi nelle cure dell’HIV – e potenzialmente anche vaccini che ad oggi non esistono.

I ricercatori di Abbott e della Johns Hopkins University, del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, della University of Missouri di Kansas City e della Universite’ Protestante au Congo hanno scoperto che la prevalenza di Elite Controllers nella Repubblica Democratica del Congo era del 2,7-4,3%, rispetto allo 0,1-2% del resto del mondo. Questi nuovi risultati alimenteranno ulteriori studi che cercheranno di comprendere tale risposta immunitaria unica.

Irisultati dello studio potrebbero portare i ricercatori piu’ vicini al loro obiettivo, quello di porre fine alla pandemia di HIV scoprendo i legami tra la soppressione naturale del virus e i trattamenti futuri.

“La scoperta nella Repubblica Democratica del Congo di un vasto gruppo di Elite Controllers dell’HIV è significativa, considerato che l’Hiv è una patologia cronica che dura tutta la vita e che tipicamente progredisce nel tempo,” dichiara Tom Quinn, MD, direttore del Johns Hopkins Center for Global Health, e Direttore della International HIV/AIDS Research Section del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, National Institutes of Health, nonche’ uno degli autori dello studio.

 “Prima di questo studio ci sono stati rari casi in cui in singoli individui l’infezione non è progredita, ma questa frequenza elevata è insolita e suggerisce che nel Congo stia accadendo qualcosa di interessante a livello fisiologico, e non casuale”, aggiunge.

Dall’inizio dell’epidemia globale di HIV, 76 milioni di persone hanno contratto l’HIV, e oggi 38 milioni di persone convivono con il virus. Con le origini dell’epidemia di HIV rintracciate nell’Africa sub-sahariana, in particolare nella Repubblica Democratica del Congo, questa regione e’ di particolare interesse per la comunita’ scientifica.

Queste nuove scoperte dei ricercatori e dei partner di Abbott rappresentano il proseguimento dell’impegno nell’attività di ricerca sul virus che ha portato all’identificazione di un nuovo ceppo di HIV nel 2019. “Il lavoro di sorveglianza globale ci permette di restare al passo con le malattie infettive emergenti – e in questo caso abbiamo capito di aver trovato qualcosa che potrebbe avvicinarci ulteriormente alla scoperta di una cura per l’HIV,” dichiara Michael Berg, PhD, ricercatore in malattie infettive di Abbott e uno degli autori dello studio.

“La comunità globale dei ricercatori ha ancora più lavoro da fare – ma sfruttare quello che abbiamo appreso da questo studio e condividerlo con altri ricercatori ci avvicina a nuovi trattamenti che potrebbero eliminare l’HIV”.

I campioni di plasma raccolti dal programma di sorveglianza nel 1987, 2001-2003 e 2017-2019 nella Repubblica Democratica del Congo – che e’ l’origine dei piu’ antichi ceppi di HIV conosciuti – hanno consentito ai ricercatori di escludere i falsi positivi, gli errori del sito di raccolta, l’elevata diversità genetica e il trattamento antiretrovirale, come cause di cariche virali non rilevabili nei 10.457 pazienti coinvolti tra il 2017 e il 2019.

Foto OMS reparto isolamento

Giuliano Longo
Direzione editoriale l'Unità, commissione parlamentare legge editoria 1980. CDA Sipra rai. Direzione comunicazione PCI. Amministratore delegato Paese Sera quotidiano. Direzione editoriale quotidiano Liberazione. Editore di Time out Roma. No Limits supplemento de l'Unità. Direttore editoriale free Press Cinque giorni successivamente Cinque Quotidiano
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