Il grande affresco del giardino della Casa dei Ceii a Pompei è stato finalmente restaurato dopo gli anni d’incuria che hanno portato alla perdita graduale dei suoi iconici colori. Come detto in una nota del Parco Archeologico, che ha realizzato i lavori usando fondi ordinari, “si è assistito a un progressivo degrado dei dipinti e al danneggiamento degli affreschi, soprattutto nelle parti basse dove maggiormente influisce l’umidità. Grazie ad un intervento, molto complesso, si è potuti addivenire ad una pulitura della pellicola pittorica anche mediante l’utilizzo del laser, che ha permesso di ripulire porzioni importanti del dipinto, soprattutto nella parte relativa alla decorazione botanica dell’affresco. Le parti abrase del dipinto sono state recuperate attraverso un ritocco pittorico puntuale. Tutto l’ambiente è stato chiuso per evitare, per il futuro, infiltrazioni di acqua piovana e preservarne adeguatamente l’area”.

Un lavoro che ha permesso dunque di ridarci gli affreschi di questa villa, esempio di arte tardo sannitica (II sec. a.C.), attribuita, seguendo un’iscrizione elettorale sul prospetto esterno della struttura, al magistrato Lucius Ceius Secundus. Un’abitazione in linea dunque con i criteri del tempo, col rivestimento a riquadri in stucco bianco e l’alto portale coronato da capitelli cubici.

È presente all’interno della villa una particolarità, diffusa in Grecia, ma di cui abbiamo solo un altro esempio a Pompei – nella casa della Caccia Antica –, ovvero una vasca dell’impluvio costituita da frammenti di anfore posti di taglio, presente al centro dell’atrio tetrastilo.

Già negli anni scorsi all’interno del Grande progetto Pompei erano stati approntati degli interventi di riqualificazione, con la regimentazione delle acque meteoriche e la manutenzione delle coperture, per impedire a causa del loro progressivo degrado la distruzione degli intonaci decorati e pavimenti pregiati presenti nel piano sottostante.

Tutto ciò ha permesso il salvataggio di un importante pezzo della storia di Pompei, soprattutto per il suo bellissimo grande affresco nel giardino con scene di caccia e paesaggi reminiscenti l’Egitto con animali del posto e pigmei, e che potrebbe servire da esempio a situazioni analoghe, permettendo la sopravvivenza del patrimonio storico e artistico non solo dell’antica città campana, ma di tutta l’Italia.

Foto Dire

AGC GreenCom 24 Febbraio 2021 18:06