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giovedì, Agosto 11, 2022
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L’esplosione in volo di un motore del 777 United: eventualità prevista nella certificazione degli aerei

Esplosione in volo di uno o più motori di Jet di linea, evento molto raro e comunque non necessariamente seguito da eventi catastrofici. Ultimo della serie, come sfortunato protagonista un Boeing 777-200 di United Airlines in volo da Denver a Honolulu (Hawaii). Sul B777, bireattore per servizi di lungo raggio, viaggiavano 241 persone, tra passeggeri e membri di equipaggio. Tanta paura ma per fortuna nessun danno ai passeggeri e a quanti si trovavano a terra, sebbene pesanti rottami del motore destro siano caduto praticamente tra le abitazioni adiacenti un campo di calcio di Broomfield, città del Colorado non distante dalla Capitale dello Stato americano da dove l’aereo era da poco decollato. Solo danni ad alcune auto in sosta.

Il volo UA328 della United era partito una decina di minuti prima da Denver alla volta di Honolulu per una traversata senza scalo di circa sette ore che prevedeva il sorvolo di buona parte dell’Oceano Pacifico, dopo aver raggiunto la costa ovest degli Stati Uniti, tra Los Angeles e San Francisco. L’aereo si trovava ancora in fase di salita a circa 13.mila piedi di altezza (approssimativamente 3995 metri). Il motore destro del Boeing 777-200 “marche” (matricola) N772UA. costruito da Pratt & Whitney, modello PW4077, è esploso incendiandosi e provocando la dispersione con caduta a terra del rivestimento esterno.

L’equipaggio di condotta ha lanciato il mayday di prassi, ottenendo subito l’autorizzazione all’immediato rientro sull’aeroporto di partenza, non prima di aver rapidamente “scaricato” parte del carburante in modo da alleggerire il velivolo e non provocare così rischi per un atterraggio oltre il peso massimo consentito dovuto alla manovra di emergenza. Dopo 23 minuti dalla partenza il Boeing era sulla pista dello scalo assistito dai Vigili del Fuoco che hanno rapidamente spento l’incendio ancora vivo nel motore.

Un incidente del genere si era verificato alcuni giorni fa in Olanda, quando un Boeing 747 cargo decollato di Maastricht ha perso pezzi di uno dei suoi quattro motori dopo l’esplosione del propulsore a decollo avvenuto. Il Jumbo, dirottato sull’aeroporto di Liegi, è poi atterrato regolarmente. Consistenti frammenti di metallo sono caduti nelle vicinanze del villaggio olandese di Meerssen, nella provincia del Limburgo, provocando danni ad alcune auto.

Ormai da molti decenni, gli aerei civili coprono quasi tutti i luoghi abitati del mondo volando praticamente in tutte le condizioni, sorvolando qualsiasi territorio, come anche grandi città densamente popolate. I motori devono sempre garantire il corretto funzionamento in sicurezza e, non ultimo, in relativo silenzio. Un motore aeronautico è progettato per essere sempre in funzione. Basti pensare che il volo più lungo attualmente operativo è il New York Newark–Singapore non stop, della durata di circa 18 ore.

I requisiti di sicurezza verificati da continui test da parte della case costruttrici sono molto severi. Soprattutto la “gondola”, ovvero il guscio esterne che protegge il motore, deve essere in grado di contenerne l’eventuale esplosione, dovuto ad esempio molto spesso alla rottura di una paletta della ventola di aspirazione dell’aria a causa di impatti con un uccelli.

Le americane Pratt & Witney e General Electric e la britannica Rolls Royce sono i tre grandi costruttori di motori per i moderni velivoli utilizzati dall’aviazione commerciale. Attualmente Rolls Royce sta costruendo la più grande e funzionale piattaforma di test al mondo presso Derby, in Gran Bretagna. Oltre ad essere una struttura enorme, essa sarà in grado di testare il motore a getto fisicamente e digitalmente con le più avanzate tecnologie.

Il Testbed 80 rappresenta il futuro punto di forza di Rolls Royce per testare i propri motori a jet. Sarà un sito fondamentale per lo sviluppo dei nuovi concept ibridi ed elettrici e dei futuri turbofan in configurazione UltraFan. Quest’ultimo “concept” prevede di diminuire del 25% il consumo e la produzione di anidride carbonica. Piattaforma che permetterà anche di testare nuove soluzioni di jet fuels per un futuro più green: i SAF (Sustainable Aviation Fuel).

Il più drammatico incidente dovuto a esplosione in volo di un motore, anche se senza conseguenza per le persone a bordo soprattutto per la professionale competenza dei piloti, come ha dimostrato l’inchiesta che ne è seguita, vide protagonista il 4 novembre 2010 un Airbus A380 della australiana Qantas con 459 persone a bordo durante il volo Singapore-Sydney, il QF32.  “Si è trattato di un incidente significativo – riportò una nota Airbus a fine inchiesta tecnica – che sottolinea comunque come avarie di questo tipo siano previste dalle procedure di certificazione degli aerei”.

L’aereo con a bordo 433 passeggeri e 26 membri d’equipaggio volava sopra l’isola indonesiana di Batam, sei minuti dopo il decollo, quando il comandante avvertì problemi a un motore. Spento il propulsore e mantenuto a lungo e a fatica il grosso velivolo in corretto assetto di volo con l’aiuto dei componenti l’equipaggio di condotta, riuscì a far rientrare d’urgenza il velivolo a Singapore. Non ci furono feriti a bordo. Testimoni nell’isola di Batam riferirono di aver visto un’esplosione nell’aria, seguita da una caduta di detriti fra cui il cofano di un motore.

Foto: da filmato passeggero a bordo

 

 

 

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