Il Rover Perseverance ha toccato il suolo di Marte alle 21,55 (ora italiana), al termine di una perfetta discesa nell’atmosfera seguita dal centro di controllo della missione Mars 2020 al JPL della Nasa, che ha ricevuto il segnale di conferma 11 minuti il touchdown. Perseverance ha raggiunto una velocità di 1.600 chilometri orari e ha rallentato grazie al paracadute aperto a un’altitudine di 11mila metri.

Una volta aperto il paracadute, lo scudo termico si è sganciato. A poco più di un minuto dall’atterraggio, anche la parte superiore si è separata dal resto di Perseverance, che è stato appoggiato sulla superficie da un argano agganciato sulla sua sommità, mentre i retrorazzi hanno stabilizzato la discesa. Dopo 11 dall’ammataggio, come è stato concordemente battezzato il Rover da scienziati e tecnici del mondo intero, Perseverance ha cominciato a trasmettere le prime immagini del cratere Jezero, poco a nord dell’equatore, scelto per farlo posare sul suolo del “Pianeta Rosso”. Jezero è un grosso bacino che un tempo ospitava un lago marziano, in cui si pensa possano essere state preservate antiche forme di vita

I dati inviati da Perseverance nella fase di atterraggio sono stati monitorati anche dal Sardinia Deep Space Antenna (SDSA), l’unità scientifica dell’Agenzia Spaziale Italiana, situata nella località di San Basilio, in provincia di Cagliari. I segnali sono stati ricevuti  grazie al Sardinia Radio Telescope (SRT) dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), con il quale SDSA condivide parte delle dotazioni e delle infrastrutture, pur avendo un suo equipaggiamento ed un centro di controllo specifico per comunicare con i veicoli spaziali

Entrata a far parte del Deep Space Network nel settembre 2017, il Sardinia Deep Space Antenna nasce per fornire servizi di navigazione e comunicazione per le missioni interplanetarie e lunari di esplorazione robotica ed umana e supportare ambiziosi     esperimenti scientifici. Durante la discesa del lander, nel corso dei cosiddetti sette minuti di terrore – ovvero il tempo che intercorre tra l’entrata in atmosfera e il  touchdown – i dati sono stati correttamente registrati dall’antenna.

Rover Perseverance possiede un intero set di strumenti scientifici nuovi – dai microfoni, che ci permetteranno per la prima volta di ascoltare i suoni di Marte, al  primo elicottero marziano, Ingenuity – tra cui uno strumento italiano: il microriflettore LaRA (Laser Retroreflector Array), realizzato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) per conto dell’Agenzia Spaziale Italiana. LaRA consentirà di aggiungere tasselli importanti per la conoscenza della struttura interna del Pianeta Rosso.

A bordo del Rover anche alcuni dispositivi dimostrativi, le cui tecnologie sono state ideate nella prospettiva della futura esplorazione umana di Marte. Obiettivo finale della missione Mars 2020 sarà il recupero e la preparazione di materiale per poi poter portare a casa un pezzetto del pianeta più vicino alla Terra, grazie a un trapano installato su Perseverance che preleverà una serie di campioni da conservare al momento su Marte e, successivamente, appunto riportare sulla Terra con una missione successiva, molto probabilmente nel 2028.

 

Foto Nasa

AGC GreenCom 18 Febbraio 2021 22:36