Se in alcune regioni il numero degli spostamenti in treno è quasi raddoppiato tra il 2011 e il 2019, la Campania continua a far registrare un calo anche importante: dal 2011 al 2019 il calo dei pendolari e’ stato pari al 44%. Si è passati dai 467mila passeggeri di 10 anni fa ai 261mila del 2019 fra  uno dei peggiori risultati d’Italia.

È quanto emerge da Pendolaria 2021, rapporto sul trasporto ferroviario in Italia presentato da Legambiente. Sono oltre 205mila i pendolari che hanno abbandonato il trasporto pubblico per i mezzi privati, che significa una stima prudente di oltre 100mila automobili tornate a circolare in otto anni, con più ingorghi e smog.

Non cambia la fotografia sulle linee peggiori d’Italia: su Cumana, Circumflegrea e Circumvesuviana di Napoli, linee suburbane gestite dalla holding regionale del trasporto pubblico campano, la situazione era già drammatica per treni vecchi, stazioni in condizioni di degrado e il taglio dei treni avvenuto in questi anni, e si è passati da 520 corse giornaliere nel 2010 a 367 corse nel 2016, con un calo dell’offerta di treni del 30%, solo in minima parte recuperato negli ultimi anni.

“Fortissime – ricorda Legambiente – sono state le proteste quando, tra novembre e dicembre 2020, l’Ente Autonomo Volturno ha effettuato una riduzione del servizio ferroviario prevedendo uno stop dalle 11 alle 15 e dopo le 20. Un taglio di sei ore sul servizio giornaliero, che e’ stato sospeso anche per tutta la giornata durante le domeniche dello stesso periodo. Una riduzione drastica delle possibilità di spostamento in treno che ha creato disagi e proteste”. 

AGC GreenCom 15 Febbraio 2021 12:28