domenica, Settembre 19, 2021
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Gaza: gasdotto da Israele per striscia di Gaza, ma il business non è chiaro

Dovrebbe essere completata entro due anni la costruzione di un gasdotto destinato a portare il gas naturale da Israele a Gaza. Dopo estenuanti colloqui  l’accordo, che coinvolge anche il Qatar, le Nazioni Unite e l’Unione europea, è stato raggiunto. Una volta terminata la fase infrastrutturale con la costruzione del gasdotto, la Chevron Delek, partnership tra l’americana Chevron e l’israeliana Delek, venderà  il gas all’Autorità nazionale palestinese. Gas che arriverà dal bacino Leviathan situato dinanzi alle coste israeliane. La notizia e’ stata confermata dal ministro israeliano per l’energia, Yuval Steinitz.

Gaza soffre di problemi di mancanza di elettricità da oltre dieci anni. Nella striscia al momento c’è solo un impianto elettrico con carburante diesel importato via terra non sufficiente per il fabbisogno della popolazione, quasi 2 milioni di abitanti, che ogni giorno patisce continui black out per molte ore consecutive. L’Autorità Palestinese attualmente paga 11 milioni di dollari per l’elettricità da Israele, oltre ai 2,5 milioni di dollari stanziati per la centrale elettrica stessa. Il Qatar acquista 7 milioni di dollari di carburante ogni mese per questa centrale elettrica.

Passare al gas naturale sarebbe quindi per Gaza molto importante non solo perche’ ridurrebbe il deficit energetico ma anche perche’ farebbe diminuire drasticamente il costo che l’Autorità nazionale palestinese paga per l’elettricità.

L’Unione europea ha destinato circa 5 milioni di dollari per contribuire al progetto mentre il Qatar dovrebbe occuparsi, anche se i dettagli non sono ancora chiarissimi e definiti, della costruzione del gasdotto sulla parte di suolo israeliano. Nel comunicato il ministro per l’energia israeliano Steinitz ha anche aggiunto che, una volta portato a termine, il nuovo gasdotto arrecherà beneficio, nell’intera regione, anche in termini di miglioramento dell’inquinamento atmosferico e di qualità dell’aria.

Ma dietro le frasi altisonanti dei potenti ci sono altri business perché a fine di gennaio  l’agenzia Bloomberg aveva annunciato che l’americana Chevron, insieme ad altri partner, avrebbe investito 235 milioni  di dollari per realizzare una nuova rete di gasdotti destinati a trasportare il metano estratto dai maxi-giacimenti offshore di Israele fino al confine con l’Egitto.

I soci dei due principali giacimenti, il Leviathan e il Tamar (tra cui c’è la stessa Chevron, che ha ricevuto in dote quote di entrambi quando ha rilevato la connazionale Noble Energy), hanno siglato un accordo in base al quale Israel Natural Gas Lines è stata incaricata di posare nuove pipeline ed espandere alcune di quelle esistenti.

In particolare verranno realizzate nuove condotte che partiranno dalle città costiere israeliane di Ashdod e Ashkelon per arrivare fino al confine con la striscia di Gaza. Grazie a questa nuova infrastruttura e alle altre linee già attive, i partner del progetto stimano di poter consegnare in Egitto 7 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Quindi il gasdotto sfiorerà Gaza oppure sarà connesso a quello che fornirà il gas all’Egitto?.

Giuliano Longo
Direzione editoriale l'Unità, commissione parlamentare legge editoria 1980. CDA Sipra rai. Direzione comunicazione PCI. Amministratore delegato Paese Sera quotidiano. Direzione editoriale quotidiano Liberazione. Editore di Time out Roma. No Limits supplemento de l'Unità. Direttore editoriale free Press Cinque giorni successivamente Cinque Quotidiano
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