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giovedì, Agosto 11, 2022
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Alitalia: a rischio gli stipendi di febbraio

Il nuovo Governo a guida Mario Draghi avrà fra le prime matasse da sbrogliare la questione di Alitalia. La Commissaria per la competizione dell’Unione europea, Margrethe Vestager ha dato il via libera a fine dicembre all’aiuto di 73 milioni di euro da parte dello Stato al fine di compensare Alitalia per gli ulteriori danni subiti a causa della pandemia di coronavirus tra giugno ed ottobre su 19 rotte, ma al commissario Giuseppe Leogrande, considerando che i costi di Alitalia ammontano a circa 50 milioni al mese, servirebbero circa 200 milioni per tirare avanti fino ai prossimi 4/6 mesi, fino a quando non sarà indetta una gara internazionale, sempre secondo i dettami di Bruxelles, che, in una lettera, un mese fa, invitava ad adottare una procedura di gara trasparente per il passaggio degli asset della compagnia. 

Questo potrebbe voler dire una sospensione degli stipendi per il mese di febbraio, cosa che ha spinto Leogrande a convocare i sindacati per metterli al corrente della situazione che si potrebbe prospettare. 

Gli stessi sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, a margine di una riunione con il DG Competizione organizzata da ETF, la Federazione europea dei lavoratori dei trasporti, hanno controbattuto la posizione della Commissione di una vendita degli asset in termini di mercato, che aprirebbe ad una vendita separata di aviation, handling e manutenzione, dichiarando in una nota congiunta: “… non condividiamo le richieste di cessione “a pezzi” degli asset strategici: personale dipendente, brand, logo, beni strumentali indispensabili alla produzione, slot, handling e maintenance costituiscono un patrimonio di valore in quanto “unicum” produttivo. In caso contrario saremmo di fronte ad un danno causato ad Ita, ai lavoratori ed al Paese. Ne consegue che, anche nell’ambito di una procedura di bando aperto, le offerte per l’acquisizione dell’intero complesso dei beni aziendali debbano essere preferite”. 

Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, il nascente Governo ha sul piatto altre due opzioni per il futuro di Alitalia, oltre a quella di indire una gara internazionale: procedere senza tener conto del suggerimento della UE, ipotesi, però, piuttosto inverosimile nella sua attuazione, oppure acquisire come Stato italiano gli asset Alitalia, azzerando il debito con le casse pubbliche, come sostenuto dal deputato Leu, Stefano Fassina.

Inoltre, sembra che lo scenario dei possibili interessati a rilevare Alitalia che si sono succeduti nei mesi, si arricchisca oggi di un nuovo possibile acquirente, un gruppo statunitense di investitori che sarebbe disposto a mettere sul piatto dieci miliardi.

Per completare il quadro, occorre aggiungere anche che, ai 273 milioni già approvati per far fronte alle perdite dovute alla pandemia e concesse dalla UE, ne vanno aggiunti altri 77 ancora pendenti, da valutare in base alle perdite rotta per rotta sulle destinazioni intercontinentali.

Infine, la Commissione europea ha fatto sapere che sta quasi completando la valutazione dei prestiti ponte da 900 e 400 milioni che, se fosse negativa, comporterebbe il risarcimento da parte della nuova società.

 

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