E’ morto Larry Flynt, il “visionario” editore che ha sfidato l’america conservatrice degli anni 70, cavalcando la libertà di costumi che, dopo aver rivoluzionato il mondo della musica e della cultura negli anni ’60, travolgeva anche il cinema e l’editoria nella seconda metà degli anni 70.

Flynt ha creato “Hustler” pensando ad una versione stampata del suo club per adulti. Con la crescita della popolarità della pubblicazione, Flynt è diventato il bersaglio di critici che hanno definito la rivista oscena.

Pubblicato per la prima volta nel 1974, dopo meno di un anno il magazine rischiava di chiudere per le scarse vendite, fino a quanto, nell’estate del 1975, Hustler pubblicò le foto di Jacqueline Kennedy Onassis che prendeva il sole nuda in spiaggia, segnando un inedito record di vendite.

Le successive battaglie legali dell’editore sul contenuto della sua rivista sono ora considerate casi emblematici della libertà di parola. Flynt ha difeso ferocemente il suo diritto di pubblicare, tra accuse e minacce di morte.

La sua strenua difesa della libertà costò a Flynt l’uso delle gambe; nel 1978 infatti venne colpito mentre usciva dal tribunale della contea di Gwinnett in Georgia, dove stava affrontando un processo per un’accusa di oscenità.
Joseph Paul Franklin, un serial killer e autoproclamato suprematista bianco, ha affermato di aver sparato a Flynt e all’avvocato Gene Reeves, sebbene un tiratore non sia mai stato identificato o condannato.

Nel 1983 pubblico un articolo satirico in cui il reverendo Jarry Falwell veniva ritratto in un rapporto incestuoso da ubriaco con la madre, e per questo venne portato in tribunale. In quello che è considerato uno storico caso relativo al Primo Emendamento, Flynt fece appello fino alla Corte Suprema, vincendo la causa. I giudici convennero in una sentenza unanime che le parodie di personaggi pubblici sono considerate forme di discorso protette e che Falwell non poteva chiedere danni per disagio emotivo.

“Se dovessimo sostenere il contrario, senza dubbio ogni autore satirico dovrebbe essere condannato per danno, senza nessuna prova che il proprio lavoro ne abbia realmente provocati” fu il verdetto della corte.

La figlia Theresa Flynt ha confermato a NBC News che era con suo padre, insieme a sua moglie, quando è morto, Mercoledì mattina, all’ospedale Cedars Sinai di Los Angeles, in seguito ad un arresto cardiaco.

AGC GreenCom 11 Febbraio 2021 2:34