lunedì, Settembre 27, 2021
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La Nasa entro il 2035 su Marte con la propulsione nucleare

L’obbiettivo della Nasa è portare i primi astronauti su Marte entro il 2035. Gli equipaggi che tenteranno la corsa al pianeta rosso però dovranno sfidare lunghe distanze, temperature rigidissime e radiazioni cosmiche decisamente “fastidiose”. E’ indispensabile quindi avere dei propulsori veloci e il meno assetati possibile di carburante.

I propulsori attuali sfruttano dei combustibili liquidi che, durante la combustione, si espandono trasformandosi in gas e generando una spinta che consente di uscire dall’orbita terrestre. Questa stessa propulsione poi porterebbe tutto il modulo, incluso l’abitacolo degli astronauti, verso Marte. Vista la distanza ovviamente la quantità di combustibile necessaria è enorme, anche considerando l’assenza di attrito nello spazio.

Una soluzione al problema dello stoccaggio del carburante potrebbe essere quella di cambiarlo del tutto, andando quindi ad utilizzare la propulsione nucleare. Questo tipo di combustibile però non passa attraverso un processo propriamente di combustione e non genera una propulsione “gassosa”, come farebbe quindi a spingere un razzo fino a Marte? Semplicemente utilizzando un liquido non propriamente infiammabile come propellente, che, espandendosi e trasformandosi in gas passando attraverso il nocciolo oggetto della reazione nucleare, riuscirebbe a spingere il razzo in orbita.

A parità di spazio un razzo a propulsione nucleare e il suo combustibile rendono più o meno tre volte un razzo a propulsione chimica. Questo consentirebbe quindi di portare in orbita tre volte il carico massimo che siamo in grado di spingere oggi.

Bisogna dire che i razzi a propulsione nucleare sono stati sviluppati durante la corsa allo spazio negli anni 60 e, sebbene specificamente progettati pensando a lunghe percorrenze con grossi carichi (Marte in primis) nessuno di questi razzi ha mai lasciato l’atmosfera terrestre. L’americano NERVA NRX/XE ed il russo RD-0410 (progettato per una missione su Marte che avrebbe dovuto avere luogo, con equipaggio umano, nel 1994) sono due esempi di razzi a propulsione nucleari funzionanti, che testimoniano che questa tecnologia, con i dovuti perfezionamenti, potrebbe funzionare.

propulsione nucleare schema di funzionamento

Un razzo a propulsione nucleare però ha anche altre problematiche che è necessario risolvere, ad esempio l’esposizione alle radiazioni generate dalla fissione nucleare che avviene nel reattore. Cesare Lobascio, Space Exploration & Science Innovation Lead e Senior Expert Life Support & Habitability presso Thales Alenia Space a Torino, lo ha spiegato in un’intervista a la Stampa. Secondo il ricercatore una soluzione potrebbe essere quella di sviluppare un combustibile ceramico che ridurrebbe notevolmente le emissioni. L’aumento della velocità che porterebbe l’uso del propulsore nucleare consentirebbe di esporre per un tempo minore gli astronauti alle radiazioni cosmiche, ed allo stesso tempo un propulsore sufficientemente distante dall’abitacolo dovrebbero consentire agli equipaggi del 2035 un volo sicuro verso il pianeta rosso. Almeno questa è la teoria, nei prossimi 14 anni non mancheremo di tenervi aggiornati.

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