lunedì, Settembre 27, 2021
HomeScienze e TecnologiaMarte: in orbita entro il 2026 i satelliti cerca ghiaccio

Marte: in orbita entro il 2026 i satelliti cerca ghiaccio

Marte è troppo freddo perché l’acqua possa rimanere liquida in superficie, ma una grande quantità di ghiaccio dovrebbe essere presente in alcune regioni. Le future missioni umane su Marte potrebbero trovare in questo elemento non soltanto una preziosissima concentrazione di informazioni sulla storia del pianeta, ma soprattutto una inestimabile fonte di sostentamento.

L’Agenzia Spaziale Italiana, l’Agenzia Spaziale Canadese, la Japan Aerospace Exploration Agency e la NASA hanno annunciato l’intenzione di sviluppare un piano per una missione robotica di mappatura del ghiaccio su Marte.
La missione si chiamerà “Mars Ice Mapper” e potrebbe includere quattro satelliti orbitanti. Se il concept della missione avrà il via libera dalle agenzie, potrebbe essere lanciato entro il 2026.

Questi satelliti dovrebbero essere in grado di trovare depositi di ghiaccio sotto la superficie di Marte, rilevando la loro profondità, posizione, distribuzione e abbondanza. Un orbiter dotato di radar potrebbe anche raccogliere informazioni su quanto potrebbero essere accessibili questi depositi di ghiaccio, rilevando essenzialmente se la polvere superficiale e gli strati rocciosi limitrofi possano rappresentare una barriera difficile.

I satelliti in orbita bassa previsti per la missione potrebbero essere fondamentali anche per individuare le zone ideali per l’atterraggio dei primi esseri umani, che verosimilmente saranno impegnati sul pianeta rosso per delle spedizioni di circa 30 giorni.

Gli astronauti su Marte potrebbero prelevare carote da questi depositi di ghiaccio, rivelando con certezza se sia ci sia mai stata vita.
Missioni successive con spedizioni più lunghe sulla superficie marziana potrebbero utilizzare questa mappa dei depositi di ghiaccio per studiare il clima e la geologia di Marte, evitare qualsiasi terreno pericoloso e usarli come risorse.
Il ghiaccio può essere utilizzato per ricavare idrogeno e ossigeno per il carburante, ma anche per l’agricoltura, e molto probabilmente anche per essere semplicemente bevuta.

“Questo innovativo modello di partnership per Mars Ice Mapper combina la nostra esperienza globale e consente la condivisione dei costi su tutta la linea per rendere questa missione più fattibile per tutte le parti interessate”, ha affermato Jim Watzin, consulente senior della NASA per le architetture delle agenzie e l’allineamento delle missioni”L’esplorazione umana e quella robotica vanno di pari passo, con quest’ultima che aiuta a spianare la strada a missioni umane più intelligenti e sicure più lontano nel sistema solare. Insieme, possiamo aiutare a preparare l’umanità per il nostro prossimo balzo da gigante: la prima missione umana su Marte. ”

Ovviamente gli equipaggi umani non saranno inviati a bere acqua marziana “alla cieca”; la prima passeggiata marziana infatti sarà preceduto dall’invio di una serie di rover VIPER sulla superfice del pianeta, per svolgere tutte le analisi del caso.

Prima ancora, la NASA ha intenzione di tornare sulla luna, dove, nell’ambito del progetto Artemis, un uomo e, per la prima volta, una donna torneranno a calpestare il suolo lunare. Tutto questo, se tutto andrà come previsto, entro il 2024.

“Oltre a supportare i piani per le future missioni umane su Marte, saperne di più sul ghiaccio sotterraneo offrirà significative opportunità per la scoperta scientifica”, ha dichiarato Eric Ianson, vicedirettore della divisione di scienze planetarie della NASA e direttore del programma di esplorazione su Marte, “La mappatura del ghiaccio d’acqua vicino alla superficie rivelerebbe una parte ancora nascosta dell’idrosfera marziana e la stratificazione sopra di essa, che può aiutare a scoprire la storia del cambiamento ambientale su Marte.

RELATED ARTICLES

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Most Popular

Recent Comments