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mercoledì, Maggio 25, 2022
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Greenpeace, plastica contenuta in tanti cosmetici

Greenpeace mette sotto accusa nel suo rapporto “Il trucco c’è ma non si vederossetti, lucidalabbra, mascara, cipria e fondotinta, cosmetici di uso comune che contengono plastica.

11 marchi sono stati “smascherati” dall’organizzazione sia consultando le liste degli ingredienti dei propri articoli – esentati dai divieti d’uso applicati in Italia da inizio 2020 –, contenenti microplastiche, che con indagini di laboratorio: Bionike, Deborah, Kiko, Lancôme, Lush, Maybelline, Nyx, Pupa, Purobio, Sephora e Wycon.

“La pandemia che stiamo vivendo ci insegna che dobbiamo cambiare il rapporto uomo-natura, favorendo una riconversione green dell’economia. È paradossale che uno dei settori più importanti del Made In Italy continui ad utilizzare, volontariamente, ingredienti in plastica che possono contaminare il pianeta e mettere a rischio la nostra salute – afferma Giuseppe Ungherese, responsabile della Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia – Con questa ricerca abbiamo constatato non solo l’ampio utilizzo di particelle solide ma anche l’uso massiccio di polimeri in forma liquida, semisolida e solubile, i cui effetti sulle persone e sull’ambiente non sono del tutto noti”.

Dei 672 prodotti verificati online addirittura il 79% conteneva plastiche, di cui il 38% microplastiche. Il 90% dei mascara presentava plastica nei suoi ingredienti, così come l’85% di rossetti e lucidalabbra e il 74% dei fondotinta. Lush, Maybelline, Deborah, Sephora e Wycon sono le cinque marche contenenti la maggior concentrazione di plastica nei loro prodotti. Inoltre è stato riscontrato che su 14 articoli analizzati in laboratorio ne siano stati trovati contenenti particelle di microplastica inferiori ai 5 millimetri come il polietilene (in 6 prodotti), il polimetilmetacrilato (in 2 prodotti), il nylon (in 2 prodotti) e il polietilene tereftalato (in 1 prodotto). Solo gli articoli di Purobio sono stati trovati privi di plastiche.

Soltanto un’azienda ha risposto alle chiamate di Greenpeace prima della pubblicazione di questi dati.

Nemmeno Cosmetica Italia, divisione di Confindustria di cui fanno parte più di 600 realtà, nonché principale organizzazione di categoria, ha dato risposta a Greenpeace, ma lo scorso 16 dicembre ha pubblicato in una nota in cui affermava di aver eliminato dal 2015 dai cosmetici con azione esfoliante o da risciacquo gli ingredienti a base di microplastiche.

Foto Greenpeace

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