Sputnik V, il vaccino anti Covid made in Russia, è al centro delle cronache di settore degli ultimi giorni. Nelle ultime ore Messico, Argentina e Nicaragua hanno annunciato che baseranno sul farmaco Russo il cuore della loro campagna vaccinale, e sembra che altri paesi latini seguiranno il trend. Prima di loro l’Iran aveva già chiuso un importante accordo con il Cremlino, ed infatti la prima spedizione di 10.000 dosi dovrebbe arrivare oggi a Teheran. Ad accogliere i container di Putin però non ci sarà una fanfare festante, ma un dibattito acceso.

Al Jazeera in fatti riporta che i funzionari pubblici e sanitari sono impegnati in un acceso dibattito sul vaccino.

Il primo grande messaggio di sfiducia rivolto allo Sputnik V è arrivato da uno dei massimi esperti iraniani di malattie infettive, Minoo Mohraz, ricercatrice di spicco nel panorama sanitario locale, ed estremamente impegnata nella corsa alla produzione di un vaccino autoctono.

Mohraz ha detto che non utilizzerà il vaccino perché deve ancora essere approvato dall’Organizzazione mondiale della sanità e dall’Agenzia europea del farmaco, aggiungendo che l’Iran lo stava importando a causa della “sfortuna del popolo iraniano”, unicamente come soluzione transitoria e di emergenza.

Le sue critiche hanno raccolto un duro rimprovero da Kianoush Jahanpour, portavoce dell’Agenzia del Farmaco Iraniana, che ha detto che Mohraz non ha “nè il ruolo nè lo status” per pesare sui vaccini COVID-19 stranieri.

Il ministro della salute iraniano Saeed Namaki ha detto che affermare che il paese sta importando vaccini non sicuri equivale a “malignità” e “tradimento nazionale”, aggiungendo che lo Sputnik V è stato criticato unicamente per “interessi economici”: “Per rassicurare tutti quelli che hanno dei dubbi sulla sua sicurezza, somministreremo i vaccini alle nostre famiglie in modo che tutti sappiano che consideriamo la salute del popolo al di sopra della nostra” ha detto Namaki in TV.

Il governo iraniano ha anche respinto le affermazioni secondo le quali starebbero acquistando lo Sputnik V in cambio di un tornaconto politico.

Mercoledì, il capo dello staff del presidente Hassan Rouhani, Mahmoud Vaezi, ha affermato che l’Iran avrebbe potuto accedere al vaccino già lo scorso Agosto, grazie alle ottime relazioni con la Russia: “Se il vaccino dovesse essere acquistato in modo sconsiderato e senza la valutazione di esperti, il processo non richiederebbe così tanto” ha affermato.

Tuttavia, quasi 100 membri del Consiglio medico iraniano hanno firmato una lettera indirizzata al presidente Rouhani dicendo che l’acquisto di Sputnik V prima dell’approvazione internazionale potrebbe essere “pericoloso”.

L’Iran è stato il paese più colpito in Medio Oriente in termini di vittime con oltre 58.000 morti per 1,4 milioni di casi di coronavirus. Per quanto possano essere legittimi i dubbi su un farmaco nuovo (ma comunque ampiamente sperimentato), scegliere di ritardare l’inizio delle vaccinazioni sarebbe comunque più dannoso, in termini di morti, che iniziare subito utilizzando un farmaco poco sicuro.

AGC GreenCom 4 Febbraio 2021 9:59