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giovedì, Settembre 29, 2022
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Marevivo, grande vittoria navi antinquinamento Ministero Ambiente, ma strada è ancora lunga

Le navi antinquinamento ancorate ai porti e adibite all’intervento nei casi di disastro ambientale pattuglieranno le coste e le foci dei fiumi di tutta Italia per il recupero della plastica e di altri rifiuti galleggianti. Questa è la decisione presa di comune accordo tra Castalia, rete di pronto intervento italiana di rilevanza, il Ministero dell’Ambiente e Corepla.

Rosalba Giugni, fondatrice e presidente di Marevivo, Onlus per la salvaguardia marina, commenta così la vicenda: “Per noi questo progetto rappresenta una grande vittoria, è dal 1987 infatti che sollecitiamo le istituzioni con tutti i mezzi possibili a intraprendere questa azione fondamentale per il mare”.

32 sono le imbarcazioni antinquinamento, delle quali 19 sorveglieranno continuamente le coste e raccoglieranno i rifiuti marini galleggianti, sia nelle aree marine protette che in quelle antistanti le foci dei fiumi, che Castalia ha messo in campo per questo servizio. 4 di queste, inoltre, monitoreranno le zone di mare territoriale dove si trovano le piattaforme off-shore addette all’estrazione di petrolio. Ad analizzare i rifiuti rintracciati e valutarne la riciclabilità sarà Corepla, il Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica.

La flotta inizialmente doveva essere di 36 imbarcazioni, ma è stata ridotta a 32 per coprire il carburante necessario al pattugliamento, scongiurando così sprechi di denaro pubblico.

“Adesso è però importante intervenire alla sorgente del problema e impedire ai rifiuti di arrivare al mare, approvando leggi e direttive europee come la Salva Mare e la SUP – Single Use Plastics e a supporto dell’economica circolare, sensibilizzando le persone sull’importanza di smaltire i rifiuti in modo corretto e implementando appositi sistemi di raccolta della plastica alla foce dei fiumi”, queste le parole di Giugni: “La plastica in superficie rappresenta infatti solo il 15% di quella presente in mare, questo significa che la maggior parte è dispersa nei fondali ed è più difficile, se non impossibile, recuperarla. Abbiamo fatto un grande passo verso un mare libero dai rifiuti, ma la strada è ancora lunga”.

Foto Marevivo

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