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domenica, Novembre 27, 2022
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Biden: un ordine esecutivo per combattere la crisi climatica

Non sono trascorse neanche due settimane dal suo insediamento, che il presidente Biden ha già lanciato uno degli appelli più forti all’azione sui cambiamenti climatici negli ultimi dieci anni, con il suo ordine esecutivo promulgato in occasione del Climate Day. Non solo il suo ordine esecutivo è rivoluzionario in termini di protezione del clima e dell’ambiente, ma si preoccupa soprattutto per garantire che tutti i lavoratori interessati – e d i sindacati di categoria – siano coinvolti e tutelati all’interno del processo di transizione verso le energie rinnovabili, considerandoli una parte fondamentale nella costruzione della green economy.

Il presidente di AFL-CIO (American Federation of Labor and Congress of Industrial Organizations, la più grande centrale sindacale degli Stati Uniti d’America) Richard Trumka ha dichiarato: “il passaggio all’energia pulita è una straordinaria opportunità per creare posti di lavoro. Dal nostro punto di vista, la ‘Giornata del clima’ dovrebbe anche essere chiamata ‘giornata per la creazione di posti di lavoro nel settore dell’energia pulita’”.

La transizione degli stati uniti verso l’energia pulita era partita bene sotto l’amministrazione Obama, ed il mercato è riuscito a mantenersi attivo nonostante l’amministrazione Trump prima, e l’emergenza Covid-19 dopo (e durante). L’interesse degli USA verso le energie rinnovabili non è stimolato da un senso etico, ma da un calcolo decisamente più pragmatico dei costi: le energie rinnovabili (Eolico, Solare ma soprattutto Idroelettrico) costano meno, non risentono di nessuna fluttuazione di mercato legate alle materie prime, e virtualmente consentirebbero ad ogni paese di diventare indipendenti da un punto di vista energetico.

Questa transizione però, è bene precisarlo, non potrà essere completa al 100% ma, almeno nel prossimo futuro, dovrà contemplare l’affiancamento di centrali nucleari, oppure termiche di nuova generazione. Il panorama della generazione di energia “vecchio stampo” però negli Stati Uniti è particolarmente vasto, le centrali sono vecchie, costose e poco efficienti, ed i lavoratori cominciano a risentire di queste condizioni di lavoro particolarmente difficili.

A differenza del suo predecessore quindi, che ha cercato demagogicamente di sostenere un’industria morente, il presidente Biden sta impegnando ad agire. Purtroppo, la mancanza di una risposta nazionale coordinata sotto la precedente amministrazione ha posto l’intero onere di affrontare questo problema sui singoli stati. Questo ordine esecutivo contribuirà quindi a porre fine ad un approccio casuale e scoordinato alla tutela dell’ambiente e dei lavoratori dell’energia.

L’ordine esecutivo di Biden si impegna specificamente a sostenere i lavoratori e le comunità colpite, attraverso la creazione di un gruppo di lavoro con il compito di unire le agenzie federali nel coordinare gli investimenti e tutti gli sforzi necessari ad assistere le comunità di lavoratori del carbone, del petrolio, del gas naturale e delle centrali elettriche. L’amministrazione Biden ha anche creato due organi consultivi per monitorare la salute dell’ambiente, e tutte le attività che possano vi possano nuocere, anche sotto un profilo legale.

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