domenica, Settembre 19, 2021
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Coldiretti, Ue considera carne, salumi e vino come sigarette

Desta preoccupazione la volontà da parte dell’Unione Europea di cancellare i fondi per la promozione di carne, salumi e vino, arrivando perfino a prevedere etichette d’avvertenza di possibili danni alla salute sulle bottiglie come sulle sigarette.

Di questo avverte il presidente della Coldiretti Ettore Prandini in una lettera inviata al Commissario Europeo per gli affari economici Paolo Gentiloni, in riferimento al nuovo “Piano d’azione per migliorare la salute dei cittadini europei” all’ordine del giorno della riunione dei Commissari, consigliando la promozione di una dieta sana ed equilibrata piuttosto che imporre criminalizzazioni per certi tipi d’alimenti.

Inoltre, secondo la Coldiretti, le norme contenute nel Piano non guardano soltanto all’applicazione dei bollini prima del 2023, ma anche all’eliminazione dai programmi di promozione di quei prodotti agroalimentari, come carni rosse e quelle trasformate, che sono associati a rischi di tumore.

Una scelta che, sempre per la Coldiretti, danneggia prodotti simbolo del Made in Italy, in quanto l’Italia non solo è il produttore numero uno di vino in Europa, ma anche il Paese più ricco di piccole tipicità tradizionali che hanno bisogno di sostegni di varia natura per farsi conoscere sul mercato e che rischiano invece di essere condannate all’estinzione con questo bando delle pubblicità. L’impegno totalmente condivisibile della Commissione Europea per tutelare la salute dei cittadini, dice la Confederazione, non può però tradursi in decisioni così drastiche che possono solo danneggiare singoli prodotti indipendentemente dal loro consumo effettivo, ma piuttosto nel promuovere una dieta adeguata.

Scelte simili potrebbero solo danneggiare in maniera massiccia l’economia, l’occupazione, la biodiversità e il territorio, in quanto quando una stalla è costretta a chiudere si blocca un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di prodotti tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere, spesso da intere generazioni, lo spopolamento e il degrado.

Del resto, osserva la Coldiretti, la norcineria è un settore centrale dell’economia italiana, con un valore di 20 miliardi di euro, purtroppo ridimensionato lo scorso anno a causa della pandemia da Covid-19 e del conseguente blocco della ristorazione. Per non parlare del vino, che l’anno scorso ha fatturato in totale 11 miliardi, dando lavoro a 1,3 milioni di persone e constando di una produzione di oltre 46 milioni di ettolitri, ponendo l’Italia come leader mondiale davanti alla Francia. Il vino italiano è composto per circa il 70% da vini Docg, Doc e Igt con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg) e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia, e per il restante 30% da vini da tavola.

Si tratta tra l’altro di settori già duramente colpiti dall’emergenza sanitaria che ha costretto alla chiusura di osterie e ristoranti, i quali rappresentano un luogo privilegiato di consumo di carne, salumi e vini di qualità.

Un fatto che la Coldiretti considera una vera e propria provocazione nei confronti dell’Italia a dieci anni dal riconoscimento Unesco della dieta mediterranea, fondata su un’assunzione bilanciata di pasta, frutta, verdura, carne, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino, che hanno consentito agli italiani di conquistare ad oggi il primato europeo di longevità.

Foto Coldiretti Giovani Impresa

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