Il portale Trasporti-Italia.com riferisce sull’incremento e le prospettive del traffico sulla  Nuova Via della Seta nella tratta Cina-Europa-Cina riferendosi a  una recente conferenza online, in cui manager di aziende cinesi, russe ed europee hanno  fatto il punto sui progressi nel 2020 e guardando agli sviluppi per l’anno in corso.

L’evento si è svolto su iniziativa della società di logistica kazako-russo-bielorussa “United Transport and Logistics Company – Eurasian Rail Alliance” (UTLC ERA).

La prospettiva è che la movimentazione merci su questa tratta possa  raggiungere il milione di container entro il 2025 anche in considerazione del fatto che la pandemia ha portato a una crescita dei trasporti ferroviari d oltre il 64%.

“Già nel 2020 – spiega Trasporti-Italia-  UTLC ERA, che gestisce il 91% dei trasporti sulla ferrovia a scartamento largo della Nuova Via della Seta, ha movimentato 546.900 TEU dall’Europa alla Cina e viceversa.  È andato a gonfie vele soprattutto lo scambio di preparati e attrezzature mediche, ma pure di ricambi auto, componenti elettroniche e refrigeranti. Un effetto positivo è dovuto anche al fatto che dalla primavera del 2020 la Russia permette il transito sul suo territorio di cosiddette merci sanzionate, prime fra tutte verdura, frutta e prodotti alimentari di qualità”.

Dalla conferenza è emerso che il trasporto su rotaia fra l’Europa e la Cina, che nonostante tutti gli incrementi equivale all’incirca al 3% dei trasporti totali, andrà sempre più a integrare i noli marittimi. Il volume totale di container nel trasporto eurasiatico è di 23 milioni di TEU circa.

Il traffico container eurasiatico coinvolge secondo UTLC ERA 21 nazioni e 92 città. Quasi la metà di tutti i treni merci che circolano fra la Cina e l’Europa ha come destinazione la Germania, facendo del Paese lo snodo fra l’Europa e la Cina.o

“Dal 2019 – prosegue Trasporti-Italia-  esistono nuovi collegamenti fra i due porti tedeschi di Mukran e Rostock e Kaliningrad, da cui trae vantaggio fra l’altro anche l’Italia. Infatti uno dei maggiori terminal logistici italiani, l’Interporto Quadrante Europa di Verona, coopera con UTLC ERA e il porto di Rostock, contribuendo all’ulteriore sviluppo delle tratte intermodali”

Le tratte intermodali treno+nave+treno che passano dal porto di Baltijsk nell’exclave di Kaliningrad, nella zona di confine fra la Russia e la Polonia, hanno dimostrato di essere una  alternativa per diversificare i trasporti perché quel porto  è in grado di gestire fino a 16 convogli al giorno ed è collegato, con brevi tragitti via mare, con tutta la parte tedesca del Mar Baltico e anche con i Paesi scandinavi.

Adeguamenti ed innovazioni sono i corso affinché  i treni consumino meno energia e per velocizzare le operazioni alle frontiere fra l’Europa e la Cina e le operazioni di trasbordo necessarie per via dei differenti scartamenti, da 1520 mm in Kazakhstan, Russia e Bielorussia a 1435 mm in Europa. In Kazakhstan sono previsti cinque nuovi terminal intermodali. Al fine di diversificare i percorsi, si stanno testando altri valichi di frontiera fra la Polonia e la Bielorussia in aggiunta a quello di Brest, sinora il più importante.

La Germania prevede di utilizzare  la nuova tratta che passa per Kaliningrad in cooperazione con UTLC ERA, anche tenendo presente che il 2021 è stato designato dalla Commissione europea come “Anno europeo delle ferrovie” verso un trasporto più sostenibile anche sulla tratta ferroviaria eurasiatica.

AGC GreenCom 1 Febbraio 2021 9:30