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mercoledì, Maggio 25, 2022
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Musei Lazio, con riapertura WeGil torna mostra “Robotizzati”

Il DPCM del 14 gennaio ha permesso con l’indizione della fascia gialla a Roma anche la riapertura dei musei, ed è in questo contesto che Stefano Dominella ridarà vita a “Robotizzati. Esperimenti di Moda”, la mostra-performance da lui ideata e curata con la direzione artistica di Guillermo Mariotto. Essa è stata promossa dalla Regione Lazio, realizzata da LAZIOcrea e patrocinata da Unindustria – Unione degli Industriali e delle Imprese del Lazio.

La mostra, all’interno del WeGil di Roma, l’hub culturale della Regione Lazio situato nel quartiere Trastevere, sarà accessibile dal 1° al 26 febbraio 2021, dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle 19:00.

L’obiettivo di “Robotizzati” è quello di unire arte, tecnologia, robot e moda sottolineando come su quest’ultima abbiano avuto una grossa influenza i mecha giapponesi visti in manga e anime prodotti dal Sol Levante – a noi noti attraverso prodotti del calibro di Gundam, Mazinga Z, Jeeg robot d’acciaio, UFO Robot Goldrake e Neon Genesis Evangelion –, simbolo dell’immaginario dell’uomo che riesce a creare macchine di dimensioni mastodontiche, capaci di distruggere interi palazzi con un solo pugno, o che addirittura si muovono nello spazio aperto.

Manichini tecnologici, robot che si muovono e che danno quindi “vita” agli abiti realizzati da una collaborazione tra grandi stilisti e giovani designer, il tutto usando la collezione privata di robot messa insieme da Roberto Pesucci.

Il progetto è nato dal periodo di 5 mesi trascorso da Dominella a Nagoya, in Giappone, comprendendo l’importanza che il genere mecha ha presso il popolo nipponico, nemmeno lontanamente immaginabile da noi, per quanto siamo stati influenzati da essi, tanto che diversi stilisti sono stati ispirati da essi, nelle loro forme e colori variegati, per i propri lavori, e viceversa.

La mostra è divisa in tre aree: L’allunaggio, Sportswear, Fantasia e creatività allo stato puro. Si azzarda addirittura il paragone con Neil Armstrong, primo uomo sulla Luna, la cui tuta spaziale ricorderebbe un mecha.

Mecha che, del resto, altro non sono che un prodotto a loro volta della cultura dei manga e degli anime, che fin dagli albori hanno sempre cercato di trascinare l’uomo sulle vette più alte della fantasia, narrando di esseri, a volte in carne ed ossa, altre robotici, con poteri in grado di superare l’umano immaginabile. In certi casi, addirittura, capaci di resistere senza nemmeno un graffio a una bomba atomica, per noi massima espressione della distruzione.

Foto WeGil

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