E’ il momento di fare quattro conti sul trasporto in Italia colpita dalla pandemia. Per il 2020 i dati sono quelli di “Osservatorio sulle tendenze di mobilità durante l’emergenza sanitaria del COVID-19” elaborato dalla Struttura Tecnica di Missione del Ministero dei Trasporti , sulla base dei dati di traffico che i principali operatori multimodali nazionali e le Direzioni Generali del MIT stanno fornendo nel corso dell’emergenza sanitaria del COVID-19.

Nel 2020 in Italia il traffico stradale di veicoli leggeri è calato fino all’80%, il traffico merci è sceso del 50%, mentre il trasporto collettivo ha registrato una riduzione con punte fino al 90%.

Dall’analisi condotta è stato possibile individuare i principali impatti che la diffusione del COVID-19 hanno prodotto sulla domanda di spostamento per passeggeri, merci e sulla sua ripartizione modale.

Nello specifico il traffico stradale di veicoli leggeri ha subito una riduzione sino all’80% nel periodo marzo-aprile 2020, non pienamente recuperata a luglio 2020, anche perché il traffico stradale  nei mesi estivi risultano del 60% superiore rispetto agli altri mesi. 

durante la seconda ondata autunnale del COVID-19 le conseguenze sulla mobilità stradale sono state minori rispetto al primo lockdown, con riduzioni sino al 40% in ragione anche delle minori e diverse restrizioni della mobilità attuate. 
Tuttavia  a luglio 2020 l’Italia è stato il Paese  ad aver maggiormente recuperato per quanto riguarda la mobilità stradale individuale, a discapito però di quella del Trasporto Pubblico Locale  che risulta ancora sofferente rispetto agli altri principali Paesi EU.

Il traffico stradale di veicoli pesanti (merci) ha subito una contrazione del 40-50% nel periodo marzo-aprile 2020, recuperando quanto perso già a luglio 2020 e risentendo molto poco dell’aumento dei contagi nel periodo autunnale e delle corrispondenti politiche restrittive dalla mobilità attuate.

Gli spostamenti con il trasporto collettivo (caratterizzati prevalentemente da quelli del TPL) hanno subito una riduzione ancora più marcata rispetto al trasporto stradale individuale, raggiungendo riduzioni anche superiori al 90% nel periodo marzo-aprile 2020, solo in parte recuperate a luglio 2020 (-40% rispetto al periodo pre-COVID di gennaio 2020). Anche in questo caso la seconda ondata del virus e le conseguenti politiche restrittive della mobilità hanno prodotto effetti sul trasporto collettivo meno marcati di quelli osservati durante il primo lockdown, con riduzioni massime del 60%, ancora non rientrate a dicembre 2020.
Gli spostamenti ferroviari sull’Alta Velocità (AV) hanno subito una riduzione sino a quasi il 100% nel periodo marzo-aprile 2020, anche a fronte di una riduzione dei servizi offerti di oltre il 95%; tale contrazione persiste ancora a luglio 2020 con una domanda di mobilità inferiore del 60% e con un’offerta di servizi inferiori di circa il 20% rispetto al 2019.

A differenza del trasporto stradale, la seconda ondata di diffusione del COVID-19 ha prodotto una significativa contrazione della domanda (sino a -95%) paragonabile a quella osservata durante il promo lockdown, a cui è seguita una significativa contrazione anche dell’offerta di servizi dei due operatori ferro-viari sino ad oltre l’80%.

Gli spostamenti ferroviari su servizi Inter City (IC ed ICN) hanno subito un trend confrontabile con quello osservato per i servizi AV, con perdite sino ad oltre il 95% nel periodo marzo-aprile 2020 ed una persistente contrazione anche a luglio 2020 con una domanda di mobilità inferiore del 50% rispetto al 2019; durante la seconda ondata di diffusione del virus, questa componente di domanda ferroviaria ha regi-strato ulteriori perdite sino a circa l’80% che, a dicembre 2020, non hanno ancora invertito questa tendenza.

Gli spostamenti su servizi marittimi hanno subito una riduzione della domanda passeggeri (merci) leggermente differente rispetto a quella osservata per i servizi terrestri, con perdite sino al 90-100% (10÷20%) nel periodo aprile-maggio 2020, per poi iniziare a crescere mostrando a luglio 2020 ancora una significativa riduzione del 20% della domanda passeggeri (del 100% per quella delle crociere); per contro, secondo gli ultimi dati disponibili, per le merci si osserva una ripresa quasi totale per i TEU (-5% rispetto al 2019) ed un +20% per i traffici Ro-Ro rispetto ad un analogo periodo del 2019.

Gli spostamenti su servizi aerei hanno subito una riduzione della domanda e dell’offerta che inizia a marzo 2020 e raggiunge un minimo nel periodo aprile-maggio 2020 (-99%), per poi iniziare timidamente a crescere, mostrando a luglio ancora una significativa riduzione del 75% della domanda passeggeri, del 60% per quanto riguarda i servizi offerti e del 30% per le merci trasportate. Anche in questo caso, la seconda ondata del virus ha prodotto una ulteriore e significativa contrazione dei traffici passeggeri sino al 90% a novembre 2020.

Per quanto riguarda le attività lavorative si è osservato il perdurare di una contrazione degli spostamenti che, a fine luglio, sono ancora del 30% inferiori al pre-COVID, probabilmente a causa dello smart-working  diffusa sul territorio nazionale ancora a dicembre 2020.  Letteralmente esplosi verso parchi, giardini e spiagge che, subito dopo il lockdown, sono cresciti al +100%.

AGC GreenCom 30 Gennaio 2021 12:04