sabato, Settembre 25, 2021
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Ex Ilva: Lunedì processo per inquinamento. Vicenda che si trascina da 8 anni

Da lunedì prossimo a Taranto verrà presentata la requisitoria dei pubblici ministeri al processo “Ambiente Svenduto” cominciato alcuni anni fa davanti alla Corte d’Assise di Taranto.

Gli imputati son 47 imputati di cui tre società per il processo nato dopo il  sequestro degli impianti dell’area a caldo (parco minerali, agglomerato, cokerie, altiforni e acciaierie) dell’allora Ilva gestita dal gruppo industriale Riva, sequestro disposto per inquinamento dalla Magistratura di Taranto il 26 luglio 2012 con un processo avviato nell’ ottobre 2015 e ripartito solo nel 2016.

Emilio Riva, già presidente dell’omonimo gruppo siderurgico, nel frattempo è deceduto alcuni anni fa, mentre altre persone coinvolte nella vicenda, hanno  risolto col rito abbreviato.

I capi di accusa sono disastro ambientale, avvelenamento di sostanze alimentari e omissione delle misure di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro. Nel processo rientrano anche due incidenti mortali sul lavoro, uno al reparto ferroviario della fabbrica e l’altro nell’area portuale.

Sono passati ben 8 anni  dal sequestro degli impianti già Ilva, tuttora attivi  grazie alla legge che li riconosce come impianto strategico per l’economia nazionale, ma resta irrisolto il grande problema ambientale dell’acciaieria di Taranto.

Nel frattempo sono fioccati i ricorsi al Tar e si attende  l’esito di un giudizio di quello di Lecce relativo ad un’ordinanza di fermo impianti del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, più le denunce alla Magistratura penale da parte di movimenti ed associazioni di Taranto.  Lunedi’ toccherà al pm Mariano Buccoliero aprire la requisitoria. Interverranno nelle udienze successive i pm Remo Epifani, Raffaele Graziano e Giovanna Cannalire. Sono i quattro magistrati che hanno il dossier Ilva. Molte le parti civili costituite e sentenza potrebbe arrivare prima dell’estate, ma non e’ certo anche se il calendario di udienza ne prevede 3 a settimana.

Una situazione annosa e intricata che coinvolge numerosi dirigenti,  manager, politici e l’ex presidente Ilva, Bruno Ferrante, già prefetto di Milano, che i Riva impiegavano relazioni istituzionali e col mondo della politica, Fra gli esponenti chiamati alla sbarra anche l’ex governatore di Puglia, Nichi Vendola, l’ex sindaco di Taranto, Ezio Stefano, l’ex presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido, l’ex direttore generale Arpa Puglia, Giorgio Assennato, l’ex docente universitario del Politecnico, Lorenzo Liberti, che era stato incaricato dalla Procura per una consulenza ambientale su Ilva.

La conclusione delle indagini è di fine 2014 poi tutto un susseguirsi di battaglie legali con tentativi degli avvocati  di alcuni imputati  di far trasferire il processo Ilva a Potenza sostenendo che i magistrati di Taranto, per l’evidente impatto della questione Ilva sulla vita della città, non erano in condizioni di giudicare serenamente.

Addirittura più di 8 anni fa  motivando il sequestro degli impianti, il gip Patrizia Todisco,  scrisse che gli indagati ”operavano e non impedivano con continuità e piena consapevolezza una massiva attivitaà di sversamento nell’aria-ambiente di sostanze nocive per a salute umana, animale e vegetale… cagionando eventi di malattia e morte nella popolazione residente nei quartieri vicini al siderurgico”.

Tuttavia il dissequestro degli impianti di Taranto fu  consentito per ArcelorMittal sino a maggio 2022 dopo l’acquisto da parte del gruppo multinazionale dell’ilva.  Si ricorda che con l’accordo del 10 dicembre tra ArcelorMittal Italia e Invitalia quest’ultima si impegna ad effettuare l’ingresso per conto dello Stato subordinato alla revoca di tutti i sequestri penali riguardanti lo stabilimento di Taranto e l’assenza di misure restrittive nell’ambito dei procedimento penali in cui Ilva è imputata.

Una storia infinita sotto il profilo giudiziario che non risolverà certo il nodo delle acciaierie di Taranto essenziali per lo sviluppo industriale del  nostro Paese.

Giuliano Longo
Direzione editoriale l'Unità, commissione parlamentare legge editoria 1980. CDA Sipra rai. Direzione comunicazione PCI. Amministratore delegato Paese Sera quotidiano. Direzione editoriale quotidiano Liberazione. Editore di Time out Roma. No Limits supplemento de l'Unità. Direttore editoriale free Press Cinque giorni successivamente Cinque Quotidiano
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