I sindacati di Alitalia, Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Ugl, ieri 28 gennaio in  audizione alla Commissione trasporti, hanno presentato la loro proposta alternativa di  piano industriale alternativo a quello illustrato dall’amministratore delegato Fabio Lazzerini e dal presidente Francesco Caio. Infatti questo piano prevede che circa 5.000 lavoratori rimangano a carico della bad company  “bad company” che si avvia verso la liquidazione.

Secondo il piano industriale presentato da Ita (la newco che assorbirà Alitalia) entro il 2025 l’organico salirà 10.000 unità, ma il netto calo dei passeggeri e una ripresa difficile rendono abbastanza improbabile, nei tempi, tale prospettiva, con l’incognita della UE che deve dare ancora il via libera ai ristori che il Ministero dello Sviluppo economico ha promesso al commissario Giuseppe Leogrande. I 73 milioni che si aggiungono ai 277 milioni già elargiti su un totale di 350 autorizzati come ristori Covid. In assenza di questa nuova liquidita’ Alitalia non ha cassa  per andare avanti.

Quindi i sindacati chiedono una una cabina di regia per “coordinare la fase di transizione” armonizzando  “i processi di sostegno” per aiutare i lavoratori  “e un’ azione industriale da parte dell’amministrazione straordinaria per mantenere i livelli minimi di presidio dei mercati per evitare l’abbandono di aree di business che potrebbe inficiare il successo della newco”.

Secondo i sindacati la nuova compagnia delineata nel piano industriale non può essere efficiente. Infatti la dotazione iniziale sarà di soli 100 aerei, di cui il 70% utilizzati nelle rotte a medio raggio e solo il 30% sui collegamenti intercontinentali che offrono i margini piu’ alti. . Così la nuova Alitalia consegnerà alla concorrenza (sia major che low cost) di gran parte del mercato. Per avere una gestione efficiente secondo il piano presentato dai sindacati servono almeno 150/160 aerei, incluso il settore Cargo.

“Le previsioni di mercato disegnano un quadro, al momento, drammatico, con effetti devastanti per tutto il comparto” tuttavia- aggiunge la memoria- “le previsioni di Eurocontrol delineano una graduale ripresa nei prossimi 2/3 anni”.

“Nello schema di piano – sottolineano i sindacati-  risulta inoltre inspiegabilmente mancante  l’investimento sull’area Cargo che ha costantemente accresciuto i volumi di trasportato ed i margini di utile”. Per questo serve il ripristino di una forte presenza a Malpensa, come d’altronde già chiedevano nei giorni scorsi le organizzazioni degli spedizionieri aerei.

I sindacati approvano invece la previsione di mantenere handling e manutenzione all’interno del perimetro della Newco. “Un vettore come vuole essere la nuova Alitalia – aggiungono – non puo’ esistere senza queste due fondamentali aree di supporto , soprattutto sul proprio hub di armamento per ragioni intrinsecamente industriali e di qualita’ e sicurezza del prodotto fornito”.

Ma la nuova Alitalia non ha possibilità di successo sui mercati intercontinentali “se non entra in una delle tre grandi alleanze a livello planetario: One World (riconducibile al gruppo IAG), Sky Team (Delta, Air France, Klm), Star Alliance (Lufthansa, United, Air China, SAS). 

L’alleanza però deve essere stipulata in netta discontinuità con il passato quando sono state accettate condizioni capestro che hanno favorito esclusivamente gli ‘alleati’ sui mercati piu’ ricchi (Usa, Nord America, Sud America, Cina, Sud est Asiatico), relegando il vettore italiano ad un ruolo di comprimario impegnato a drenare passeggeri italiani ad sugli scali di Parigi ed Amsterdam. Quanto all’eventuale partner di cui si parla molto in queste ore la partecipazione dovra’ essere ‘di assoluta minoranza’” conclude la nota sindacale

AGC GreenCom 29 Gennaio 2021 8:43