Il 28 gennaio 1986, esattamente 35 anni fa, nei cieli della Terra avveniva il disastro dello Space Shuttle Challenger, dove sette astronauti, cinque uomini – Dick Scoobe, Michael John Smith, veterano della guerra del Vietnam, Ellison Onizuka, Ronald McNair e Gregory Jarvis – e due donne – Judith Resnik, solo due anni prima divenuta la seconda donna americana nello spazio, e Christa McAuliffe, la prima insegnante selezionata nel programma spaziale –, persero tragicamente la vita. Il tutto fu causato da un guasto dovuto a un difetto di progettazione del razzo booster a combustibile solido laterale destro che, tramite una reazione a catena, provocò l’esplosione della navicella.

Un dramma che venne addirittura trasmesso in diretta tv – a cui hanno assistito anche gli studenti della McAuliffe, la quale avrebbe una volta nello spazio avrebbe dovuto tenere una lezione via satellite per loro –, suscitando un fortissimo dolore nella nazione statunitense.

Quest’anno il NASA Day of Remembrance (ovvero il Giorno del Ricordo della NASA) ricade proprio il 28 gennaio, per non dimenticare il sacrificio di questi sette astronauti, oltre che di tutti quelli periti in altre missioni spaziali – come l’Apollo 1 e la Columbia –.

“35 anni fa, la NASA e la nazione hanno perso sette membri della nostra famiglia in un momento che ha lasciato un’impronta nella storia americana – ha detto in un messaggio ufficiale Steve Jurczyk Acting Administrator, National Aeronautics and Space Administration della NASA – un momento ‘Dov’eri tu quando…’ creatosi solo quando i sogni e i valori condivisi di una nazione si sono scontrati con un unico dolore”.

“Qualsiasi lavoratore della NASA, in un momento o in un altro, ha sentito la frase ‘Lo spazio è duro’ – continua Jurczyk –. Queste tre parole descrivono le sfide che tentiamo di affrontare ogni giorno. L’esplorazione spaziale è uno dei più complessi sforzi intrapresi dall’umanità, e lo spazio stesso non perdona, ma noi perseveriamo. Dicendo ‘Lo spazio è duro’ noi riconosciamo queste sfide, impegniamo noi stessi ad imparare dai fallimenti e dalle tragedie, e dichiariamo la nostra intenzione di andare avanti”.

L’Acting Administrator della NASA rivolge un ultimo pensiero ai caduti della missione Challenger: “Mentre lavoriamo per raggiungere il nostro obiettivo di portare la prima donna e il prossimo uomo sulla Luna e d’inviare i primi umani su Marte, concediamoci un momento per ricordare i sette eroi della missione Challenger che hanno reso la NASA migliore e più forte”.

Foto NASA

AGC GreenCom 28 Gennaio 2021 17:26