“I ritardi di Pfizer sono legati alla capacità di produrre in relazione allo stabilimento e alla sede attualmente in attività. Il contratto peraltro è in relazione alle dosi e non alle fiale. L’azione legale, la diffida in primis dell’Italia ma anche dell’Europa, ha un razionale, ovvero quello di ricevere le dosi concordate e poi ha senso rispetto ai ritardi che possono non essere recuperati”.

Cosi’ il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, nel corso del suo intervento a Radio24 riportato dall’agenzia DIRE.

“Tuttavia già Pfizer ha dichiarato che dal primo febbraio i ritardi e le dosi saranno recuperate: se il ritardo si estende per più di due settimane il problema diventa ampio, non solo per l’Italia ma per l’intera Europa”.

Anche per AstraZeneca ci sono problemi ma “le riduzioni delle dosi annunciate sono comunque vincolate anche all’approvazione all’Ema. La previsione delle dosi nasce ancor prima di avere una approvazione, da 16 milioni ora si arriva a 8.. Non abbiamo sbagliato a fare queste previsioni in relazione all’approvazione: era necessario fare una scaletta previsionale, bene o male è stata rispettata. Pensiamo al vaccino Pfizer, che è arrivato in anticipo, o ancora a Moderna. Attenzione però: una volta approvato il vaccino, nei mesi successivi serve avere le dosi concordate“.

Secondo Sileri “produrre le dosi di un vaccino non è mai semplice. Già l’antinfluenzale va prenotato con mesi e mesi di anticipo. Serve sempre fare i conti con quello che uno ha”.

Sui tempi di slittamento dei vaccini per gli anziani, il viceministro conferma: “Sì, slitteranno:

dobbiamo ancora fare la seconda dose al personale sanitario, per completare 1,4 milioni di persone si arriverà a meta’ febbraio circa. Dal 27 dicembre ad oggi sono state distribuite 1,8 milioni dosi alle Regioni, 400mila quelle che devono essere utilizzate per le seconde dosi. Per i soggetti anziani sopra gli 80 anni, ovvero 4 milioni e mezzo di persone, serviranno quindi altre quattro settimane che vanno a sommarsi ai ritardi che abbiamo. Se AstraZeneca viene confermata dall’Ema, potremmo avere 4 milioni in più nel trimestre ma ricordiamoci che servono due dosi”.

Alla domanda se è vero che 400mila dosi per i sanitari rischiano di non esserci, Sileri risponde: “Mi auguro che non sia dovuto agli imbucati della prima fase, in effetti il rischio potrebbe esserci. Se è il cappellano che lavora nell’ospedale ad aver ricevuto il vaccino poco male, ma non altri fuori dalla struttura”.

Infine Sileri è tornato sulla polemica tra Regione Lombardia e Ministero della Salute: “Sono polemiche che non fanno bene nè a chi le fa, nè a chi le ascolta. Certamente se ci sono stati degli errori, possono esserci, basta ammetterli”.

Foto viceministro Sileri

AGC GreenCom 25 Gennaio 2021 9:29