La rete di stazioni meteorologiche russe nell’Artico si è degradata per molti anni e un aggiornamento completo è assolutamente necessario, ha chiarito il vice primo ministro Yuri Trutnev in un recente incontro nel presidium della Commissione artica russa.

La motivazione principale dell’iniziativa è fornire una navigazione più sicura lungo la rotta del Mare del Nord. “In condizioni artiche, la presenza di un efficiente sistema di monitoraggio meteorologico significa sicurezza. Senza un tale sistema non possiamo sviluppare la navigazione sulla rotta del Mare del Nord e, inoltre, significherebbe rischi aggiuntivi per le persone nell’area “, ha sottolineato.

Il nuovo progetto include un ammodernamento completo di 26 punti di monitoraggio artico del servizio meteorologico Roshydromet, così come un ammodernamento parziale di altri 97 punti. La costa artica orientale sarà la priorità principale.

“Questa regione è la più importante in relazione allo sviluppo prospettico del trasporto marittimo tutto l’anno sulla rotta del Mare del Nord in direzione est”, ha detto.

Solo che in questa area del globo ballano interessi militari e strategici.

Infatti clima a parte,  l’attenzione nei confronti dell’Artico è sensibilmente aumentata negli ultimi anni.

Le temperature nell’Artico stanno crescendo ad un ritmo più veloce rispetto ad altre regioni del mondo. Questo fenomeno sta trasformando il paesaggio, con effetti non trascurabili sui ghiacciai, il permafrost e la copertura nevosa, aprendo così nuove opportunità in termini di logistica e rotte marittime, di risorse energetiche e di attività militari.

Di conseguenza, la regione è diventata rapidamente un nuovo teatro per lo scontro tra le grandi potenze. Gli interessi della Russia sono molteplici: popolazione, rotte marittime, risorse economiche e, chiaramente, possibilità di sfruttare il territorio per aumentare il proprio potere a livello geopolitico. La popolazione russa nella regione artica conta circa 2 milioni di persone, questo fattore offre una motivazione alla Russia per puntare gli occhi sull’area.

Inoltre, il progressivo scioglimento dei ghiacciai ha aperto la strada a nuove opportunità nel campo della comunicazione e del trasporto.

Le rotte marittime attraverso l’Artico consentirebbero di ridurre i costi di spedizione dall’Asia all’Europa, con circa il 40%  rispetto ai costi per le rotte attraverso il Canale di Suez. Di qui la scelta della  Russia nell’Artico con la Northen Sea Route (NSR),  rotta di collegamento che si estende dal Mare di Barents allo stretto di Bering, collegando l’Europa ai mercati asiatici.

Ma l’Artico è anche una terra fertile di risorse energetiche e materie prime,  inclusa quella della difesa, qundi la Russia ha tutte le intenzioni di sfruttare.  l’Artico viene spesso definito il “Nuovo Golfo”; a chi primo arriva…

Poi c’è la prospettiva militare dove la Russia ha investito aprendo basi e schierando truppe.  Anche se schiacciati  dal Covid comunque qualcuno dovrebbe avere una vision di quanto succede nell?Artico, che non è poi così lontano dal Mediterraneo…..

AGC GreenCom 25 Gennaio 2021 19:12