Andiamo verso un futuro di super “italo-ricicloni”?. Questo è il programma del Green Deal europeo, la nuova strategia dell’UE che ha l’obiettivo di raggiungere la neutralità nelle emissioni entro il 2050.

Ad oggi gli italiani riciclano il 51% dei rifiuti urbani e ogni cittadino (neonati compresi) ne produce annualmente  produce una media 497 chili di rifiuti urbani all’anno, di questi il 51% viene sottoposto a riciclaggio e compostaggio.

Una volta tanto in media con il dato dei 28 paesi dell’Unione Europea, dove nel complesso ogni cittadino produce 482 chili di rifiuti, il 47% dei quali viene riciclato.

In base ai dati dell’Istituto Superiore per la Produzione e la Ricerca Ambientale (Ispra) le regioni più virtuose nella raccolta differenziata sono il Veneto, il Trentino Alto Adige, la Lombardia. Ancora poco se  entro il 2025 si dovranno riciclarei almeno il 55% dei rifiuti urbani, senza considerare che per la UE che entro il 2035 in discarica ci potrà andare  solo il 10% dei rifiuti urbani, contro l’attuale 25%.

Per certo   la green economy creerà nuovi posti di lavoro e i green job comportano un  46% di assunzioni a tempo indeterminato . Al 2023 si calcola che  ogni 5 nuovi posti di lavoro creati in Italia uno sarà nelle aziende ecosostenibili, qualcosa come  481mila nuovi operatori green.  L’occupazione in ambito green coprira’ una quota del 18,9% sul totale del fabbisogno.

Secondo il rapporto GreenItaly 2019 le professioni green più richieste nei prossimi anni saranno ingegnere energetico, risk manager ambientale , educatore ambientale per l’infanzia, programmatore agricolo della filiera corta, installatore di reti elettriche, meccatronico green , meccanico industriale green, installatore di impianti di condizionamento a basso impatto ambientale, promotore edile di materiali sostenibili.

AGC GreenCom 23 Gennaio 2021 9:43