sabato, Settembre 25, 2021
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Candriam, idrogeno chiave futura per trasporti sostenibili

“Nel momento in cui le soluzioni basate sull’idrogeno nei trasporti diventeranno un’alternativa valida prevediamo per ogni settore diversi scenari. Automobili: Considerato che tra i mezzi di trasporto moderni, quello su gomma è responsabile della maggior parte delle emissioni di gas serra, l’Unione europea ha posto obiettivi di medio periodo molto ambiziosi, volti a incoraggiare i produttori a esplorare soluzioni differenti. Oltre ai motori convenzionali o elettrici, ci sarà spazio anche per l’idrogeno? I costi di investimento per lo sviluppo di nuovi veicoli con motori a combustione sono attualmente i più bassi, ma riteniamo che i motori a idrogeno hanno un grande potenziale di riduzione dei costi, se guardiamo a un orizzonte temporale di 10 anni. Secondo i diversi scenari, l’idrogeno potrebbe diventare un’alternativa ai motori a combustione ed elettrici per i veicoli leggeri intorno al 2030”: questo è quanto dicono gli analisti di Candriam, gestore patrimoniale multispecialista globale e leader degli investimenti sostenibili, Vincent Compiègne, deputy global head of Esg Investments & Research, e Arnaud Peythieu, Esg Analyst, Esg Investments and Research.

Emerge dunque un bisogno d’investire in particolare sulla mobilità sostenibile con automobili, autobus e moto, che rappresentano tre quarti delle emissioni mondiali di CO2 provenienti dai mezzi di trasporto. In particolare l’idrogeno sarebbe utile a questo scopo, in quanto eroga un’energia per chilometro tre volte superiore a quella del diesel, seppur con serbatoi più pesanti. Un’alternativa che potrebbe rivelarsi perfino migliore dei motori elettrici, stando allo studio di Candriam.

Sì è valutato l’idrogeno anche come fonte per gli aerei, le cui emissioni attuali nonostante siano solo il 2,5% di quelle globali andrebbero viste al rialzo almeno del doppio a causa del vapore rilasciato ad alta quota, che si rivelerebbe un pesante gas serra. Purtroppo le stime non sono buone: per essere l’idrogeno competitivo il carbonio dovrebbe presentare un prezzo superiore a 115 dollari per tCO2, e quindi bisognerebbe aspettare almeno il 2045 perché esso diventi valido come alternativa per i velivoli.

Anche per le navi l’idrogeno non potrà essere veramente preso in considerazione prima del 2030, a causa dei costi onerosi dei relativi carburanti e per la costruzione delle infrastrutture. Per i treni, invece, sebbene rappresentino solo lo 0,3% delle emissioni di CO2 e il 2% del consumo energetico dei trasporti, si stanno studiando delle versioni a idrogeno che, secondo gli analisti, potrebbero diventare commercialmente rilevanti poco prima del 2030.

Delle prospettive interessanti per i mezzi di trasporto, che sono responsabili del 22% delle emissioni di gas serra totali nel mondo.

Foto Ministero dello Sviluppo Economico

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