lunedì, Settembre 27, 2021
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ICAO, nel 2020 passeggeri diminuiti del 60 per cento. Persi da Compagnie 370 mld di dollari

L’indagine ICAO (Organizzazione internazionale dell’aviazione civile) sull’impatto economico dovuto nel 2020 alla pandemia da Coronavirus è ora completata. L’Organizzazione, che è Agenzia autonoma delle Nazioni Unite, ha confermato che il traffico internazionale passeggeri ha subito il drastico calo del 60% rispetto al 2019, riportando i totali dei viaggi aerei ai livelli del 2003. Appena 1,8 miliardi di passeggeri hanno volato nel corso del primo anno della pandemia, rispetto ai 4,5 miliardi dell’anno precedente. I numeri ICAO indicano anche perdite finanziarie delle compagnie aeree che ammontano a 370 miliardi di dollari, con aeroporti e fornitori di servizi per la navigazione aerea (ANSP) che perdono rispettivamente 115 e 13 miliardi di dollari.

Il crollo pandemico della domanda di viaggi aerei è cominciato nel gennaio 2020, ma inizialmente limitato a pochi Paesi. Mentre il virus ha continuato la sua diffusione globale, le attività di trasporto aereo si sono poi praticamente arrestate con la fine di marzo. A seguito delle misure di blocco su larga scala, le chiusure delle frontiere e le restrizioni di viaggio stabilite in tutto il mondo, ad aprile il numero complessivo di passeggeri era diminuito del 92% rispetto ai livelli del 2019, con un calo in media del 98% nel traffico internazionale e dell’87% nei viaggi “domestici”.

Dopo i “minimi” di aprile, il traffico passeggeri ha registrato un moderata ripresa nel corso del periodo estivo. Tendenza al rialzo tuttavia di breve durata che si è arrestata verso fine agosto. Per poi riprendere una svolta negativa a settembre, quando la seconda ondata di infezioni in molte regioni ha indotto la reintroduzione di misure restrittive. La ripresa settoriale è diventata di nuovo più vulnerabile e volatile negli ultimi quattro mesi del 2020, indicando una recessione complessiva a doppia caduta per l’anno appena trascorso.

ICAO ha anche constatato una disparità persistente tra gli impatti dei viaggi aerei per destinazioni vicine e lontane derivanti dalle misure internazionali più rigorose in vigore. L’Agenzia ha affermato che le destinazione domestiche hanno dimostrato una maggiore resilienza e scenari di ripresa del traffico dominanti, in particolare in Cina e nella Federazione Russa, dove il numero dei passeggeri dei voli nazionali è già tornato ai livelli pre-pandemici. Complessivamente è stato registrato  un calo del 50% nel domestic passenger traffic a livello globale, mentre l’international traffic è diminuito del 74%.

A fine di maggio 2020, le zone Asia/Pacifico e le regioni del Nord America hanno guidato la ripresa globale del totale dei passeggeri, in gran parte a causa dei loro significativi risultati dei “viaggi interni”. L’Europa ha assistito a un temporaneo rimbalzo, ma ha registrato un trend al ribasso drammatico da settembre. Il traffico latinoamericano e caraibico ha registrato miglioramenti nel quarto trimestre, mentre la ripresa in Africa e Medio Oriente è proseguita in modo meno sostenuto.

I flussi di entrate paralizzati dal crollo del traffico aereo hanno portato a gravi tensioni di liquidità lungo la cosiddetta “catena del valore dell’aviazione”, mettendo in discussione la redditività finanziaria del settore e minacciando milioni di posti di lavoro in tutto il mondo. Gli impatti a cascata sono stati gravi anche nei mercati del turismo a livello globale, dato che oltre il 50% dei turisti internazionali in precedenza utilizzava i viaggi aerei per raggiungere le proprie destinazioni.

Il calo globale di 370 miliardi di dollari nei ricavi operativi lordi da passeggeri delle compagnie aeree ha rappresentato perdite di 120 miliardi in Asia/Pacifico, 100 miliardi in Europa e 88 miliardi in Nord America, seguite rispettivamente da 26 miliardi, 22 miliardi e 14 miliardi in America Latina e Caraibi, Medio Oriente e Africa.

ICAO ha indicato che l’outlook a breve termine indica una prolungata domanda depressa, con rischi al ribasso per la ripresa globale dei viaggi aerei che predominano nel primo trimestre del 2021, e probabilmente soggetta a un ulteriore deterioramento. Ci si aspetta un miglioramento del quadro globale solo entro il secondo trimestre del 2021, sebbene ciò sarà ancora soggetto all’efficacia della gestione della pandemia e del lancio delle campagne di vaccinazione.

Secondo lo scenario più ottimistico, entro giugno 2021 il numero di passeggeri dovrebbe tornare al 71% dei livelli del 2019 (53% per international e 84% per domestic). Uno scenario più pessimistico prevede solo una ripresa del 49% (26% per international e 66% per domestic).

L’Organizzazione Internazionale dell’aviazione civile continua in ogni caso a fornire raccomandazioni e supporto al settore  per superare la crisi. I suoi nuovi “Orientamenti sulle misure economiche e finanziarie” riassumono una serie di indicazioni e provvedimenti che possono essere valutati dagli Stati e dal settore per alleviare l’imminente tensione finanziaria e di liquidità, e per rafforzare la resilienza nel caso di crisi future.

Foto ICAO

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