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mercoledì, Agosto 17, 2022
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Norwegian Air, stop a voli intercontinentali. Nove suoi B787 Dreamliner ad ITA?

Nove dei 37 Boeing 787 (tra serie 8 e 9) Dreamliner utilizzati da Norwegian Air per i voli a lungo raggio potrebbero finire nella nuova flotta della NewCo ITA prevista dal piano industriale. NewCo destinata ad acquisire in tempi brevi il prestigioso marchio Alitalia ed altri asset messi all’asta dalla bad company guidata dal Commissario straordinario Giuseppe Leogrande.

La prima e unica low cost sinora lanciatasi sui collegamenti intercontinentali non ce l’ha fatta, come aveva ripetutamente pronosticato ormai da più di tre anni il dinamico CEO Di Ryanair, Michael O’Leary. Da sabato 16 gennaio, infatti, Norwegian Air getta la spugna e cessa l’avventura per i voli a basso costo tra Europa e Stati Uniti, cominciata, battendo la grancassa, il 30 maggio 2013 col suo primo volo di un Dreamliner da Oslo per New York.

La compagnia, per assicurarsi la sopravvivenza, ha deciso così di dedicarsi esclusivamente a collegamenti di breve e medio raggio tra le Nazioni del Vecchio Continente. Chiuse così le basi in Usa, Francia, Gran Bretagna e Italia. Risultato, esuberi in quantità con conseguente perdita del lavoro per circa 2000 persone, di cui 300 nel nostro Paese.

“Chiusura” che ha immediatamente provocato forte preoccupazione e mobilitazione da parte sindacale attraverso una nota congiunta dalle Segreterie Nazionali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti: “Chiediamo alla Compagnia di valutare congiuntamente ogni eventuale azione futura per non disperdere il patrimonio di alte professionalità rappresentate dagli oltre 300 dipendenti basati a Roma“.

“Abbiamo deciso che il lungo raggio non fa più parte del nostro piano industriale “, aveva laconicamente da poco spiegato Jacob Schram, Amministratore delegato di Norwegian Air. Mentre Guro H. Poulsen, vicepresidente esecutivo del personale della low cost norvegese, in una lettera ai suoi dipendenti, conferma che il nuovo business plan il rilancio della Compagnia è basato su 50 aerei nel 2021, tutti a corridoio singolo, e su collegamenti che non lasciano i confini europei, con la flotta che nel 2022 dovrebbe crescere attorno ai 70 velivoli.

Il vettore norvegese creato nel 1993 con basi in Svezia, Irlanda, Regno Unito e persino Argentina, chiude così in Europa l’era dei voli low cost intercontinentali. Un “azzardo” costato caro, complice determinante l’esplosione della pandemia con il drastico stop del movimento passeggeri, soprattutto sulle lunghe percorrenze a scopo turistico. Proprio i classici clienti di Norwegian.

In ogni caso, per quanto determinante in ordine di tempo, Covid-19 è soltanto l’ultimo dei problemi, sebbene più della classica goccia che fa traboccare il vaso. I conti di Norwegian avevano già cominciato a mostrare “chiari segni di rosso” da più di tre anni a causa anche del forte indebitamento, si parla di oltre 7 miliardi di euro, per l’acquisto o il noleggio appunto dei nuovi Boeing 787 Dreamliner e dei B737 MAX per rotte brevi e medie, presto inutilizzabili per la repentina messa a terra proprio dei MAX a seguito dei due tragici incidenti in Indonesia ed Etiopia. Conseguente la necessità del ricorso al noleggio di altri aerei.
In Italia i voli intercontinentali di Norwegian Air si sono basati tutti su Roma Fiumicino, con deciso “disappunto” di Alitalia a partire da quel 9 novembre 2017 quando nel tardo pomeriggio decollò da FCO alla volta di New York Newark, lo scalo poco al di là dell’Hudson nell’adiacente Stato del New Jersey, il primo Dreamliner con i colori di Norwegian. Seguirono poi i collegamenti non stop con Los Angeles, San Francisco e Boston. Quattro scali Usa di cui tre in diretta concorrenza con Alitalia.
Il piano industriale di ITA presentato pochi giorni fa dall’AD Fabio Lazzerini e dal Presidente Francesco Caio, duramente contestato da dipendenti e Organizzazioni Sindacali, che dovrà poi essere studiato dal Parlamento italiano e dalla Commissione europea, punta alla massima flessibilità. Prevede per la nuova Alitalia una partenza con 52 aerei (43 di corto e medio raggio, 9 di lungo raggio, tutti presi a noleggio) contro i 104 attuali. Con l’obiettivo di arrivare a 110 velivoli nel 2025 (84 per i collegamenti brevi e medi, 26 per quelli intercontinentali).
Piano che decide l’abbandono di Milano Malpensa e la concentrazione dei servizi intercontinentali su Roma Fiumicino. “Voci accreditate” che intendono mantenere rigoroso riserbo darebbero appunto per certo il passaggio in livrea tricolore di 9 dei B787 ormai ex Norwegian Air. Sempreché  le conseguenze della “crisi” politica in atto non rimettano tutto in discussione.
Foto Norwegian Air: Boeing 787-8 Dreamliner

 

 

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