Quello di Alma Shalabayeva e della figlia Aula secondo la motivazione dei giudici di Perugia fu un “rapimento di Stato”. I fatti contestati risalgono al 2013, quando Shalabayeva, moglie del dissidente Kasako Muktar Ablyazov venne tispedita al paese d’origine assieme alla figlioletta di sei anni.

Il III collegio del tribunale penale di Perugia presieduto da Giuseppe Narducci, parla di un caso che rappresenta “un unicum nella storia giudiziaria italiana” distinto da “chiari segnali di eccezionalità e di straordinario accanimento persecutorio”.

Così le condanne sono state raddoppiate rispetto alle richieste formulate dal pm Massimo Casucci perché è stato un crimine di “eccezionale gravità, lesivo dei valori fondamentali che ispirano la Costituzione repubblicana e lo Stato di diritto”.

Va ricordato che l’allora ministro degli interni era Angelino Alfano  mentre  Alma Shalabayeva veniva  trattenuta presso il Cie di Ponte Galeria a Roma, dal 29 al 31 maggio 2013 con la  successiva espulsione della donna e della figlia Aula verso la Repubblica del Kazakhistan “un caso eclatante -scrive la sentenza- non solo di palese illegalità/arbitrarietà delle procedure seguite dalle istituzioni italiane, ma , soprattutto, una ipotesi di patente violazione dei diritti fondamentali della persona umana”.

Per Cortese e Improta – che fino alla sentenza di ottobre erano rispettivamente questore di Palermo e capo della Polizia ferroviaria,  la condanna è stata a cinque anni, per sequestro di persona commesso da pubblico ufficiiale. La stessa pena  per Francesco Stampacchia e per Luca Armeni, che all’epoca dei fatti erano commissario capo e dirigente della sezione criminalità organizzata della squadra mobile di Roma, mentre i poliziotti Vincenzo Tramma e Stefano Leoni, erano stati condannati rispettivamente a quattro anni e a tre anni e sei mesi di reclusione.

Due anni e sei mesi per il reato di falso ideologico erano stati, invece, stabiliti per il giudice di pace Stefania Lavore, il cui ingresso nelle indagini comportò il trasferimento del procedimento da Roma a Perugia.

Foto Tribunale di Perugia

AGC GreenCom 13 Gennaio 2021 14:38