La nuova Alitalia non convince la Commissione europea. In un articolo pubblicato oggi, MF (Milano Finanza) riporta il contenuto di una lettera, inviata dal Direttorato generale per la concorrenza della Commissione europa alla rappresentanza italiana a Bruxelles l’8 gennaio, in cui si sollevano molti dubbi sulla nuova Ita, sostanzialmente non troppo in discontinuità con la vecchia Alitalia.

Secondo il quotidiano dei mercati finanziari, ci sarebbero troppi interrogativi sollevati dagli uffici che fanno capo alla Commissaria Vestager riguardo alla nuova Ita. I dubbi riguardano l’assenza di una gara trasparente per il passaggio degli asset da Alitalia alla nuova compagnia, la composizione dell’azionariato e come la nuova strategia assicuri una discontinuità rispetto al passato.

Inoltre la lente è puntata sulle analisi, le previsioni e le comparazioni economico-finanziarie, che sembrerebbero assenti per quel che riguarda la gestione della concorrenza delle compagnie low-cost sulle rotte nazionali, la profittabilità rotta per rotta ma anche il valore aggiunto di una partnership con un player europeo dal 2022.

Inoltre, secondo la Commissione europea il piano presentato sarebbe incompleto di informazioni riguardo agli effetti della crisi del Covid, la continuità operativa fino al 2022 senza aumenti di capitale, la gestione degli slot, che su alcuni aeroporti andrebbero venduti e il prezzo del leasing degli aerei

Non mancano anche osservazioni sull’occupazione e sul capitolo finanziario. Tutti gli interrogativi della Commissione sono elencati con maggior dettaglio da Milano Finanza.

Per contestualizzare questa notizia occorre ricordare che a fine anno la Commissione europea ha dato il via libera a circa 73 milioni di euro di aiuti da parte del Governo italiano alla compagnia aerea per compensarla dei danni subiti a causa della pandemia tra il 16 giugno e il 31 ottobre 2020, ma allo stesso tempo la Commissaria Margrethe Vestager dichiarava: “… le nostre indagini sui passati aiuti di sono ancora in corso”, facendo riferimento alla procedura di indagine formalmente aperta da Bruxelles per i prestiti di 900 e 400 milioni di euro concessi dallo Stato rispettivamente nel 2017 e più recentemente, ad ottobre 2019.

Nel frattempo, in Italia, lo schema di piano industriale è stato assegnato in sede consultiva a Camera e Senato il 7 gennaio e ieri si è svolta l’audizione di Francesco Caio e di Fabio Lazzerini, Presidente e Amministratore delegato di Italia Trasporto Aereo S.p.A., di fronte alla Commissione Lavori pubblici del Senato. Uno schema in cui si ribadisce la necessità di un partner da individuare tra Gruppo Air France-KLM e Lufthansa. La solita vecchia storia su cui si dibatte da anni!

Un piano industriale a cui si sono opposti fermamente tutti i sindacati, soprattutto per il ridimensionamento prospettato di flotta e personale, conseguente anche all’eliminazione del settore cargo e della diminuzione delle attività di handling e di manutenzione. Un piano che prevede, almeno inizialmente, la presenza di 52 velivoli, di cui solo 6 per voli intercontinentali: 5 Boening 777-243 ER e 1 Boeing 777-3Q8. Ma non erano i voli di lungo raggio a dover produrre utili?

AGC GreenCom 12 Gennaio 2021 13:36