L’indagine “Pensare a un futuro senza Covid. Le aspettative delle imprese per il 2021” del Centro studi CNA tra gli iscritti alla Confederazione ha tracciato un quadro allarmante: una piccola impresa su quattro ha paura di dover chiudere, nel caso l’attuale stato di difficoltà dovesse protrarsi nei prossimi mesi.

Il 74,1% degli imprenditori intervistati ritiene che il Pil perduto nel 2020 potrà essere recuperato solo in parte nell’anno corrente, e solo il 23,1% crede che l’Italia potrà tornare ai valori pre-Covid.

Mentre il 36,4% degli interpellati continuano a sostenere le ragioni di coloro che dividono l’Italia in fasce a seconda della gravità della situazione sanitaria, con diversità nelle restrizioni tra le varie zone, il 35,6% afferma, invece, che debba essere privilegiata l’economia evitando nuovi confinamenti. Il 28% vorrebbe che l’Italia seguisse le norme degli altri Paesi europei per mantenere intatta la competitività nazionale.

Inoltre, il 78,7% vorrebbe che il governo garantisse un adeguato sostegno alle imprese in difficoltà, cifra che supera quota 90% nei servizi per le persone e la sfiora tra gli operatori del turismo.

Altre priorità di rilievo indicate da almeno un’impresa su tre sono: investimenti in ricerca e istruzione; un massiccio piano di infrastrutturazione materiale e immateriale; sostegno al reddito dei lavoratori.

Foto: CNA – Confederazione Nazionale dellArtigianato e della Piccola e Media Impresa

AGC GreenCom 9 Gennaio 2021 18:41